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	<title>Ricette di cucina italiana &#187; Ricette di cucina</title>
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		<title>Un dolce tipico sardo: le Pardule</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dolce sardo]]></category>
		<category><![CDATA[dolci pasquali]]></category>
		<category><![CDATA[pardule]]></category>

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		<description><![CDATA[Se capitate in Sardegna nei periodi di festa come il Natale o la Pasqua avrete la possibilità di assaggiare un dolce davvero speciale: la Pardula.
Certo non tutti hanno il tempo per una vacanza in Sardegna, per chi non vuole comunque rinunciare a degustare un dolce davvero straordinario  vi diciamo come prepararlo a casa.
Per realizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2567" title="pardule" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/01/pardule-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" />Se capitate in <strong>Sardegna </strong>nei periodi di festa come il Natale o la Pasqua avrete la possibilità di assaggiare un dolce davvero speciale: la<strong> Pardula</strong>.</p>
<p>Certo non tutti hanno il tempo per una <a title="vacanza in Sardegna" href="http://www.guida-sardegna.it/" target="_blank">vacanza in Sardegna</a>, per chi non vuole comunque rinunciare a degustare un dolce davvero straordinario  vi diciamo come prepararlo a casa.</p>
<p>Per realizzare le Pardule servono questi <strong>ingredienti</strong>:</p>
<ul>
<li>350 gr farina</li>
<li>50 gr fecola di patate</li>
<li>40 gr strutto</li>
<li>90 gr acqua tiepida con un pizzico di sale</li>
<li>500 gr ricotta</li>
<li>100 gr zucchero</li>
<li>2 uova</li>
<li>zafferano</li>
<li>1 arancia e di 1 limone</li>
<li>lievito</li>
</ul>
<p>Per prima cosa è necessario <strong>preparare l’impasto</strong> che conterrà il ripieno della Pardula.</p>
<p>Uniamo 250 gr di farina con 50 gr di fecola di patate e impastiamo versando lentamente l’acqua tiepida sino ad ottenere un impasto uniforme.</p>
<p><strong>Lasciamo riposare</strong> per un’oretta e nel frattempo dedichiamoci al ripieno.</p>
<p>Mettiamo in una ciotola 500 gr di ricotta, 100 gr di zucchero, 100 gr di farina, 1 bustina di lievito e 1 di zafferano, quindi grattugiamo la scorza degli agrumi.</p>
<p><strong>Unite le uova </strong>all’impasto e lavoratelo con un frusta, procedete  lentamente ma in maniera costante sinché l’impasto non è ben amalgamato.</p>
<p>Ora prendete la pasta preparata in precedenza, stendetela sul tavolo con un matterello e tagliatela a <strong>piccoli cerchi</strong> utilizzando magari un bicchiere.</p>
<p>Al centro mettete una pallina di ripieno e alzate i bordi <strong>in modo da creare 5 lembi </strong>sporgenti in modo da dare la caratteristica forma della Pardula.</p>
<p>Ora potete mettere tutto al forno ad una temperatura tra i <strong>150 e i 160 gradi</strong>, lasciate cuocere sinché la parte superiore non inizia a dorarsi.</p>
<p>Quindi toglietele dal forno e decoratele con zucchero a velo.</p>
<p><strong>La vostra Pardula è pronta buon appetito.</strong></p>
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		<title>Melanzane sottolio del Salento</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/12/06/melanzane-sottolio-del-salento/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane salentine]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Salento è una terra ricca di tradizione culinaria, con ricette realizzate utilizzando ingredienti naturali e genuini.
Una di queste riguarda le melanzane sottolio, una vera prelibatezza.
La preparazione delle melanzane sottolio è un mix di prodotti tipici della tradizione  del Salento e accorgimenti nel procedimento, che fanno di questo ortaggio estivo una prelibatezza che si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-2541" title="melanzane" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/12/melanzane.jpg" alt="" width="287" height="191" />Il Salento </strong>è una terra ricca di tradizione culinaria, con ricette realizzate utilizzando ingredienti naturali e genuini.</p>
<p>Una di queste riguarda le <strong>melanzane sottolio</strong>, una vera prelibatezza.</p>
<p>La preparazione delle melanzane sottolio è un mix di prodotti tipici della <a title="tradizione Salento" href="http://www.vizionario.it/" target="_blank">tradizione  del Salento</a> e accorgimenti nel procedimento, che fanno di questo ortaggio estivo una prelibatezza che si può gustare anche nei mesi invernali.</p>
<p>Intanto le melanzane sottolio sono un prodotto che nasce dalla<strong> tradizione contadina </strong>di conservare per i mesi freddi gli ortaggi che la terra salentina dispensa generosamente durante l’ estate.</p>
<p>Le melanzante devono essere piccole e senza semi, ma soprattutto coltivate senza trattamenti chimici.</p>
<p>Immerse nell’ olio salentino  che con il suo sapore delicato non maschera il gusto agro che la melanzana ha preso dalla bollitura nell’aceto.</p>
<p>Ma il segreto per riconoscere al volo delle melanzane fatte a regola d’ arte è che devono essere bianchissime e tagliate molto sottili.</p>
<p>Quindi, se volete preparare delle melanzane sottolio alla salentina che siano degne di questo nome, dovete innanzitutto procurarvi delle melanzane dal contadino, non quelle del supermercato, spesso di gusto troppo aspro e magari trattate chimicamente.</p>
<p>E poi un olio extra-vergine di oliva salentino.</p>
<p>Fondamentali anche procedimento e tempistiche di preparazione.</p>
<p><strong>Ecco qui i “trucchi del mestiere”:</strong></p>
<p><strong>step 1:</strong> si sbucciano le melanzane e si fanno a fettine sottili;</p>
<p><strong>step 2:</strong> si cospargono di sale le fette di melanzana per disidratarle;</p>
<p><strong>step 3:</strong> appena asciugate dall’ acqua, le fettine si fanno a listelli sottilissimi;</p>
<p><strong>step 4:</strong> le melanzane si mettono a bollire nell’ aceto, per conferirgli il classico sapore leggermente agro;</p>
<p><strong>step 5:</strong> si “strizzano” le listelle per privarle completamente dell’ aceto;</p>
<p><strong>step 6:</strong> le melanzane si mettono nel barattolo riempiendolo con l’ olio, che va rabboccato nei giorni successivi se cala.</p>
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		<title>Il cibo in tv: &#8220;I Menù di Benedetta&#8221;</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/09/30/il-cibo-in-tv-i-menu-di-benedetta/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 09:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[benedetta parodi]]></category>
		<category><![CDATA[cotto e mangiato]]></category>
		<category><![CDATA[i menù di benedetta]]></category>
		<category><![CDATA[La 7]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il grandissimo successo del programma tv “Cotto e mangiato”, nessuno si immaginava che la giornalista-cuoca Benedetta Parodi lasciasse Mediaset.
E, invece, è accaduto: la  Parodi non è stata confermata su Italia 1 ed è approdata a La7 con un nuovo programma di cucina, “I Menù di Benedetta”.
Ogni giorno alle 12 e 25, e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il grandissimo successo del programma tv <strong>“Cotto e mangiato”</strong>, nessuno si immaginava che la giornalista-cuoca <strong>Benedetta Parodi</strong> lasciasse Mediaset.</p>
<p>E, invece, è accaduto: <em>la  Parodi non è stata confermata su Italia 1</em> ed è approdata a <strong>La7 </strong>con un nuovo programma di cucina, <strong>“I Menù di Benedetta”.</strong><br />
Ogni giorno alle <strong>12 e 25</strong>, e per un’ora intera, Benedetta accoglie ospiti famosi e non nella “sua nuova cucina” (come per “Cotto e Mangiato”).<br />
Una cucina accogliente e familiare, che potrebbe essere la cucina di ognuno di noi e all’interno della quale la Parodi si muove con maestria, tranquillità e simpatia.</p>
<p><img class="size-full wp-image-2528 aligncenter" title="I Menù di Benedetta" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/09/menu-di-benedetta.jpg" alt="" width="500" height="300" /></p>
<p>L’<strong>atmosfera familiare</strong> è, perciò, una costante nel <a title="Programma Cake Design" href="http://www.gustorante.it/2011/03/16/cake-design/">programma</a> di Benedetta: ed è forse per questo che è così amata dal suo pubblico.</p>
<p>Ma vediamo <strong>come è strutturato il programma:</strong></p>
<ul>
<li>Ogni      giorno è presente in studio un <em>ospite famoso o non famoso</em>;</li>
<li>Quotidianamente      viene proposto un <em>menù di 5 portate</em>: dall&#8217; antipasto al dessert;</li>
<li>C’è un <em>tema di fondo</em> attorno al quale si articola tutta la puntata: un alimento, una regione, un piatto tipico;</li>
<li>In base al tema del giorno, Benedetta insegna come <em>abbellire e      decorare</em> la tavola con eleganza ma utilizzando oggetti comuni e non      costosi  (frutta, verdura o fiori; tanto che in studio è presente un      fiorista).</li>
</ul>
<p>Insomma <strong>“I Menù di Benedetta”</strong> è un programma semplice, che propone <em>piatti nazionalpopolari</em> accessibili a tutte le donne o mamme; in più il fatto di avere a disposizione un’ora intera e non solo pochi minuti rende molto più semplice l’approfondimento di alcune tecniche culinarie e permette ai telespettatori di prendere appunti con calma.</p>
<p>Infine lo <strong>stile familiare</strong>, informale e semplice di Benedetta e dei suoi ospiti, rende il format piacevole da seguire; la <em>semplicità delle ricette e l’utilità dei consigli </em>fanno il resto.<br />
Con questo nuovo programma La 7 si conferma una rete attenta all’uomo comune, al cittadino medio; un cittadino che è anche attento a ciò che mangia, <em>esperto del gusto</em>: un gusto casalingo che ritroviamo in altri format della rete come <strong>“Cuochi e Fiamme”</strong> e<strong> “Chef per un giorno”.</strong></p>
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		<title>La Cioncia Pistoiese</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/09/21/la-cioncia-pistoiese/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi di carne]]></category>
		<category><![CDATA[cioncia pistoiese]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tipica toscana]]></category>
		<category><![CDATA[valdinievole]]></category>

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		<description><![CDATA[La Valdinievole è una regione in provincia di Pistoia, fra Lucca e Firenze che comprende 11 comuni.
Questa zona si trova proprio nel cuore della Toscana e presenta una tradizione enogastronomica antica e gustosa di cui, oggi, vi proponiamo un piatto: la cioncia pistoiese.
Si tratta di una pietanza originaria di Pescia ma diffusasi in breve tempo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Valdinievole</strong> è una regione in provincia di Pistoia, fra Lucca e Firenze che comprende 11 comuni.<br />
Questa zona si trova proprio nel <em>cuore della Toscana</em> e presenta una <a title="Finocchiona Toscana" href="http://www.gustorante.it/2010/03/01/la-finocchiona-toscana/"><em>tradizione enogastronomica</em> </a>antica e gustosa di cui, oggi, vi proponiamo un piatto: <strong>la cioncia pistoiese.<br />
</strong>Si tratta di una pietanza originaria di Pescia ma diffusasi in breve tempo in tutta la Valdinievole e, attualmente, riproposta <em>nei ristoranti più rinomati</em>, nonostante sia un <em>piatto estremamente povero.</em></p>
<p>Per parlare della cioncia pistoiese dobbiamo tornare indietro a quando le fabbriche specializzate nella <strong>lavorazione delle pelli</strong> della Valdinievole erano numerose e assai rinomate a livello nazionale (<em>la “cioncia” è, infatti, la concia delle pelli</em>).<br />
Qui gli operai addetti allo sgrassaggio delle pelli di vitello, ripulivano queste ultime da eventuali parti carnose (<em>carniccio</em>) e  recuperavano tutti gli avanzi e gli scarti di carne: non veniva buttato via niente. A casa, le mogli, armate di passione e fantasia, sono riuscite a trasformare questo <a title="Ritorno al passato" href="http://www.gustorante.it/2010/04/27/ritorno-al-passato/">carniccio poverissimo </a>in un <strong>piatto dal sapore eccezionale</strong>, entrato a pieno diritto nella tradizione culinaria toscana.</p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a></p>
<p>- 800 gr di testina (muso, guance) e coda di vitello;<br />
- 400 gr di passata di pomodoro;<img class="alignright size-full wp-image-2511" title="cioncia2" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/09/cioncia2.jpg" alt="" width="300" height="201" /><br />
- 2 cipolle;<br />
- 2 sedani;<br />
- 4 carote;<br />
- prezzemolo;<br />
- basilico;<br />
- brodo di carne;<br />
- olio extravergine d&#8217;oliva;<br />
- 2 bicchieri di vino rosso;<br />
- peperoncino.</p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p>Pulite la carne e scottatela in un tegame (meglio se di coccio e che conservi a lungo il calore, come era originariamente).<br />
Tagliate poi la testina a dadini, la coda a pezzetti e soffriggete tutto con olio e un battuto di odori preparato con cipolla, sedano, carote, prezzemolo e basilico. Lasciate rosolare per mezz’ora, girando di tanto in tanto.<br />
Aggiungete il vino rosso e fatelo evaporare.<br />
Adesso unite alla carne la salsa di pomodoro e cuocere ancora per 15 minuti.<br />
Infine aggiungete il brodo di carne, coprite il tegame e lasciate andare a fuoco basso per 3-4 ore. Aggiungere sale, pepe e peperoncino.<br />
Servite in <em>terracotte molto calde.<br />
</em><br />
Se volete gustare questo piatto nella sua versione più autentica, dovete assolutamente recarvi in <strong>Valdinievole</strong>: l’unico luogo in cui potrete assaporare<em> la vera cioncia</em> ma anche il <strong>brigidino di Lamporecchio o la cialda di Montecatini.<br />
</strong>E, allora, per i più golosi, un giretto in questa zona è d’obbligo; basterà prenotare un <a title="Hotel a Montecatini Terme" href="http://www.hotelnuovosavi.com/" target="_blank">hotel a Montecatini Terme</a>, per ritrovarsi immersi in un <strong>mondo enogastronomico ricchissimo</strong> e veramente gustoso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il rientro: si parte dalla colazione</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/09/13/il-rientro-si-parte-dalla-colazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 11:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[prima colazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Settembre.
Si rientra a scuola, si rientra al lavoro, si riprende la routine quotidiana fatta di impegni: riunioni, compiti, palestra, poco tempo da dedicare a sé, poco tempo per cucinare, poco tempo per rilassarsi.
Tuttavia c’è una cosa che, soprattutto in questo periodo in cui l’organismo può sentirsi più stressato dal rientro, è importante fare: colazione.
In molti, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-2498" title="Prima Colazione" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/09/colazione.jpg" alt="" width="225" height="225" />Settembre.</p>
<p>Si rientra a <em>scuola</em>, si rientra al <em>lavoro</em>, si riprende la routine quotidiana fatta di impegni: <em>riunioni, compiti, palestra, poco tempo da dedicare a sé, poco tempo per cucinare, poco tempo per rilassarsi.</em></p>
<p>Tuttavia c’è una cosa che, soprattutto in questo periodo in cui l’organismo può sentirsi più stressato dal rientro, è importante fare: <strong>colazione.</strong></p>
<p>In molti, al mattino, preferiscono non mangiare nulla. Oppure prendere un caffè o un bicchiere di succo. E non c’è niente di più sbagliato che sottovalutare questo <strong>pasto fondamentale</strong> dell’intera giornata.</p>
<p>E’ vero che avete poco tempo, che siete di fretta, che non avete voglia di preparare niente ma vi basterà seguire le nostre dritte e la vostra <a title="Granita Siciliana a colazione" href="http://www.gustorante.it/2010/06/11/la-granita-siciliana/">colazione</a> diventerà un momento cui non potrete più rinunciare:</p>
<ul>
<li><strong>Preparate la tavola la sera prima</strong>: tovagliette, tovaglioli, tazze, cucchiai. Fare colazione seduti ad una tavola “imbandita” vi metterà subito allegria. Se volete potete preparare anche la <strong>macchina del caffè</strong> in anticipo; così, al mattino, dovrete solo accendere il gas.</li>
<li>Al mattino c’è chi ama mangiare <em>dolce e chi salato</em>; l’importante è mangiare qualcosa perché stare digiuni fino all’ora di pranzo rallenta il metabolismo e non fa dimagrire. Anzi.</li>
<li>Se siete <strong>tipi da dolce</strong>, al mattino potete optare per <em>cornetto e cappuccino</em>, oppure <a title="Apple Pie: torta di mele" href="http://www.gustorante.it/2011/08/02/apple-pie-la-ricetta-della-torta-di-mele/"><em>torta fatta in casa</em>,</a> <em>biscotti o il classico pane, burro e marmellata</em>. Sempre dolce ma da veri <strong>salutisti</strong> è l’accoppiata <em>latte e cereali, cereali e yogurt, yogurt e frutta fresca.</em></li>
<li>Se invece andate sul <strong>salato</strong> è importante non esagerare con i grassi, soprattutto se gradite affettati e formaggi. <em>Sì a pane integrale, fontina, prosciutto cotto o crudo, pomodoro, mozzarella e uova sode. </em>Assolutamente <em>vietati: salame, mortadella, maionese, formaggi molli.</em></li>
<li>Da bere una <strong>spremuta di arancia fresca</strong> è l’ideale. Ciò che, invece, dovete evitare in maniera categorica sono le bevande gassate di ogni tipo!</li>
<li>Infine svegliatevi con un buon <strong>caffè.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<p>Visto?</p>
<p>E’ semplice, veloce e vi farà sentire bene. Sì, perché la colazione è un <strong>pasto importantissimo</strong>, che apporta carboidrati e zuccheri fondamentali per <strong>dare energia all’organismo e farvi partire con la carica giusta.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le frittelle di mele</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/09/02/le-frittelle-di-mele/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 10:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[frittelle]]></category>
		<category><![CDATA[frittelle di mele]]></category>
		<category><![CDATA[ricette dolci]]></category>
		<category><![CDATA[ricette dolci con foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Le frittelle di mele sono un piatto tipico del Trentino Alto Adige, preparate appunto con il frutto più rappresentativo della regione: la mela.
Le frittelle di mele sono adattissime per la merenda dei bambini, come dessert e dolce di Carnevale ma, nelle regioni settentrionali, vengono servite anche come accompagnamento a carni di maiale e a piatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>frittelle di mele</strong> sono un piatto tipico del <em>Trentino Alto Adige</em>, preparate appunto con il frutto più rappresentativo della regione:<strong> la mela.<br />
</strong>Le frittelle di <a title="Il libro delle mele" href="http://www.gustorante.it/2009/10/08/il-libro-delle-mele/">mele</a> sono adattissime per la <em>merenda dei bambini, come dessert e dolce di Carnevale</em> ma, nelle regioni settentrionali, vengono servite anche come <em>accompagnamento a carni di maiale e a <a title="Frittelle di ricotta" href="http://www.gustorante.it/2010/03/12/frittelle-di-ricotta-e-patate/">piatti salati</a></em><a title="Frittelle di ricotta" href="http://www.gustorante.it/2010/03/12/frittelle-di-ricotta-e-patate/">.</a></p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a><img class="alignright size-full wp-image-2478" title="Frittelle di mele" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/09/frit.jpg" alt="" width="259" height="194" /></p>
<ul>
<li>succo di 1 limone</li>
<li>2 mele renette</li>
<li>80-100 gr di zucchero per guarnire (semolato o a velo)</li>
<li>150 gr farina</li>
<li>200 ml latte</li>
<li>1 pizzico sale</li>
<li>2 uova</li>
<li>1 bustina di vanillina</li>
<li>20 gr di zucchero per la pastella (semolato)</li>
</ul>
<p> </p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p>Sbucciate le <a title="Apple Pie" href="http://www.gustorante.it/2011/08/02/apple-pie-la-ricetta-della-torta-di-mele/">mele</a>, privatele del torsolo con il cava torsolI e tagliatele a <strong>fette</strong> dello spessore di 1-2 cm.<br />
Quindi cospargetele con il succo di un limone, affinchè non anneriscano mentre preparate la <strong>pastella.<br />
</strong>A parte sbattete il tuorlo di un uovo, il latte, un pizzico di sale, la vanillina e la farina setacciata fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e denso.</p>
<p>Coprite il composto e fatelo riposare per almeno mezz’ora. Quindi montate a neve i due albumi, incorporatevi 20 gr di zucchero e unite tutto al composto preparato precedentemente, amalgamando lentamente con un mestolo di legno dal basso verso l’alto e in senso orario.</p>
<p>Adesso prendete le mele a fette, tamponatele con della carta e passatele nello zucchero.<br />
Poi passatele nella pastella e fatele dorare nell’olio caldo (non dovrebbe mai superare i 180 °) girandole su entrambi i lati.<br />
Quando avranno assunto un bel colore dorato, scolatele e ponetele su carta assorbente da cucina; cospargetele con lo zucchero (semolato o a velo) e servitele ben calde.</p>
<p><strong><em>Consiglio:</em></strong></p>
<p>Le frittelle di mele sono <strong>ottime se servite calde</strong> con <strong>gelato alla crema</strong> o <strong>marmellata di lamponi</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Insalata sfiziosa</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/08/29/insalata-sfiziosa/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 09:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Insalate]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[insalata sfiziosa]]></category>
		<category><![CDATA[ricette veloci con foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi prepariamo un’insalata estiva veramente sfiziosa e molto semplice da realizzare; ideale per un pranzo veloce ma gustoso.


Rucola
Valeriana
Pomodorini pachino
Pinoli sgusciati
Formaggio tipo Emmental
Gamberetti sgusciati
Olio
Sale
Limone


Lavate la rucola  e la valeriana e ponetele in una ciotola senza tagliarle; il bello di questa insalata è proprio la foglia intera. Per questa ricetta preferite rucola e valeriana confezionate; il loro sapore sarà meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi prepariamo <strong>un’insalata estiva</strong> veramente <strong>sfiziosa</strong> e <strong>molto semplice</strong> da realizzare; ideale per un <strong>pranzo veloce ma gustoso.</strong></p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a><img class="alignright size-full wp-image-2451" title="Insalata sfiziosa" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/08/insalat.jpg" alt="" width="254" height="199" /></p>
<ul>
<li>Rucola</li>
<li>Valeriana</li>
<li>Pomodorini pachino</li>
<li>Pinoli sgusciati</li>
<li>Formaggio tipo Emmental</li>
<li>Gamberetti sgusciati</li>
<li>Olio</li>
<li>Sale</li>
<li>Limone</li>
</ul>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p>Lavate la <a title="Pesto di rucola" href="http://www.gustorante.it/2011/08/02/il-pesto-di-rucola/">rucola</a>  e la valeriana e ponetele in una ciotola senza tagliarle; il bello di questa insalata è proprio la <em>foglia intera.</em> Per questa ricetta preferite rucola e valeriana confezionate; il loro sapore sarà meno deciso rispetto a quello dei mazzetti.</p>
<p>Poi scottate per qualche minuto i gamberetti in acqua bollente. Mi raccomando devono rimanere <em>croccanti </em>e non diventare duri e filosi.</p>
<p>Una volta raffreddati uniteli alle insalate.<br />
Aggiungete i pinoli sgusciati, i pomodori pachino tagliati a metà e il formaggio tagliato a cubetti.<br />
Condite con olio, sale e limone.</p>
<p>Mi raccomando: non conservate questa <a title="Insalata di mela verde" href="http://www.gustorante.it/2009/08/17/insalata-alla-mela-verde/">insalata</a> troppo a lungo nel frigorifero; anzi, consumatela velocemente perchè il formaggio e la rucola rischiano di “cuocersi” a causa di freddo e limone.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le Ficattole o Ciacce</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/08/25/le-ficattole-o-ciacce/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2011/08/25/le-ficattole-o-ciacce/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 13:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[ciacce]]></category>
		<category><![CDATA[ficattole]]></category>
		<category><![CDATA[fritto]]></category>
		<category><![CDATA[sagre]]></category>

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		<description><![CDATA[La “Ficattola” o “Ciaccia” è un tipo di pasta fritta toscana tipica delle zone del Mugello e del pratese che, addirittura, se ne contendono l’origine.
Le ficattole sono il frutto dell’antica tradizione fiorentina delle friggitorie; luoghi deputati proprio alla frittura di svariati spuntini: polenta, pasta di pane, ciambelle, bomboloni, cenci.
Se le friggitorie stanno, però, piano piano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>“Ficattola”</strong> o <strong>“Ciaccia”</strong> è un tipo di pasta fritta toscana tipica delle zone del <strong>Mugello</strong> e del <strong>pratese</strong> che, addirittura, <em>se ne contendono l’origine.<br />
</em>Le ficattole sono il frutto dell’antica tradizione fiorentina delle <strong>friggitorie</strong>; luoghi deputati proprio alla frittura di svariati spuntini: <em><a title="Cocottine di polenta" href="http://www.gustorante.it/2009/08/20/cocottine-di-polenta-con-funghi-e-fontina/">polenta</a>, pasta di pane, ciambelle, bomboloni, cenci.<br />
</em>Se le friggitorie stanno, però, piano piano scomparendo da Firenze, le ficattole rinascono a nuova vita grazie alla tradizione sempre più radicata delle <strong>sagre.<br />
</strong>Non si contano, infatti, quelle interamente <strong>dedicate alle “ficattole”.</strong></p>
<p>Ma vediamo come si consumano queste deliziose striscioline di pasta di pane. Innanzitutto sono ottime come antipasto o come stuzzichini da <a title="Mojito fai-da-te" href="http://www.gustorante.it/2011/07/29/mojito-fai-da-te/">aperitivo</a> e si consumano, principalmente, accompagnate da <strong>salumi</strong><em> </em>(prosciutto e salame) <em>o stracchino</em>; anche se ne esiste una <em>variante dolce</em>, piuttosto rara, ricoperta di zucchero o farcita di marmellata.</p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a><img class="alignright size-full wp-image-2423" title="Ficattole o ciacce" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/08/ficattole1.jpg" alt="" width="259" height="194" /></p>
<ul>
<li>Farina<a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/08/ficattole.jpg"></a></li>
<li>Lievito</li>
<li>Acqua</li>
<li>Sale</li>
<li>Olio</li>
</ul>
<p> </p>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"><img title="tempo" src="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png" alt="tempo" width="43" height="44" /></a></th>
<th width="240" scope="col">
<div>Tempo di preparazione:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div>1 ora e mezza</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"><img title="livello_ricetta" src="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png" alt="livello_ricetta" width="43" height="44" /></a></th>
<th width="160" scope="col">
<div>Livello di difficoltà:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div>Basso</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p>Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro.<br />
Sciogliete il lievito in mezzo bicchiere d’acqua tiepida salata sale e mescolate tutto con la farina.<br />
Raggiunta una consistenza morbida, impastate fino a ottenere una palla liscia e omogenea senza grumi che metterete in una ciotola infarinata. Copritela e lasciatela <em>lievitare per un’ora</em>.<br />
Adesso rimpastate il tutto, tirate la pasta con il matterello fino allo spessore  di 4 mm e tagliate delle strisce rettangolari di pasta lunga circa 8-12 cm e larga circa 2-4 cm.</p>
<p>Nel frattempo scaldate in una padella l’olio (meglio se extra vergine) e, una volta bollente, buttatevi le strisce di pasta. Friggetele fino a che non avranno assunto un colore dorato, scolatele su carta assorbente e salatele.<br />
<strong>Servitele in tavola ben calde.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La patata viola</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/08/22/la-patata-viola/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2011/08/22/la-patata-viola/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 08:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[Patata viola]]></category>
		<category><![CDATA[patata vitelotte]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Cos’è?
E’ una specie antica e rara di patata dalla buccia e polpa viola proveniente dal Perù; è un alimento difficile da reperire ma impiegatissimo, soprattutto negli ultimi anni, nelle cucine dei grandi chef.
La patata vitelotte è detta anche “Patata Nera”, “Donna Nera”, “Tartufo della Cina” o, erroneamente, patata viola. E’ più piccola delle normali patate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <br />
<strong><img class="alignright size-full wp-image-2402" title="patata_viola" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/08/patateviola.jpg" alt="" width="251" height="201" />Cos’è?<br />
</strong>E’ una specie antica e rara di <strong>patata dalla buccia e polpa viola</strong> proveniente dal Perù; è un alimento difficile da reperire ma impiegatissimo, soprattutto negli ultimi anni, nelle cucine dei grandi chef.<br />
La patata vitelotte è detta anche <strong>“Patata Nera”, “Donna Nera”, “Tartufo della Cina”</strong> o, erroneamente, <strong>patata viola.</strong> E’ più piccola delle normali patate e vanta <a title="Ritorno al passato" href="http://www.gustorante.it/2010/04/27/ritorno-al-passato/">origini antichissime.</a></p>
<p> <br />
<strong>Da dove viene?</strong><br />
Le sue origini sono da rintracciare nel territorio compreso <strong>fra il Perù e il Cile.<br />
</strong>Oggi, la patata viola, è ampiamente coltivata in Francia.</p>
<p><strong>Caratteristiche:<br />
</strong>La patata viola, nonostante il suo atipico colore, <em>non è modificata geneticamente.<br />
</em>Ha la buccia <a href="http://www.alimentipedia.it/Verdura/Foto_verdura/Foto_patata_vitelotte_polpa_l.jpg" target="_blank"></a>spessa, la polpa interna è viola ed ha un sapore molto simile a quello della <em>castagna.<br />
</em>Attenzione a non confonderla con la patata violetta o la patata turchesa; entrambe con buccia viola ma dalla polpa interna giallo-bianca.<br />
Come i mirtilli, le patate viola sono ricchissime di <strong>antiossidanti</strong>: perciò aiutano a ridurre l&#8217;invecchiamento e combattono i radicali liberi.</p>
<p><strong>Dove si compra?<br />
</strong>La patata viola è molto difficile da trovare; la si può acquistare nei <em>negozi specializzati</em> per addetti alla ristorazione o che vendono prodotti particolari.</p>
<p><strong>Quanto costa?<br />
</strong>Data la scarsità e la limitatezza delle coltivazioni, <strong>il prezzo è davvero elevato.</strong></p>
<p><strong>Come si cucina?</strong><br />
Il consiglio è quello di unire la polpa della patata vitelotte con quella di altre patate così da mantenere l&#8217;effetto cromatico ma guadagnare in consistenza. Per il resto la patata viola può essere cucinata <a title="Frittelle di ricotta e patate" href="http://www.gustorante.it/2010/03/12/frittelle-di-ricotta-e-patate/">come le patate normali</a>: <strong>fritta, lessa o in purea.<br />
</strong>Ottimo l’abbinamento con il <strong>tartufo.<br />
</strong>In Francia la patata viola si trova addirittura nei sacchetti come le patatine chips.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I fiori di zucca fritti</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/08/12/i-fiori-di-zucca-fritti/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2011/08/12/i-fiori-di-zucca-fritti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 10:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[fiori di zucca fritti]]></category>
		<category><![CDATA[Fiori di zucca ripieni]]></category>
		<category><![CDATA[fiori fritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sa, fritte son buone anche le ciabatte.
Però anche i fiori di zucca non sono male, soprattutto adesso che li trovate nei supermercati o, se siete più fortunati, nell’orto di casa.
La ricetta ha molte varianti; qui di seguito ve ne proponiamo una molto semplice.


16 fiori di zucca
un bicchiere d&#8217;acqua fredda
mezzo bicchiere di vino o birra
sale
farina
2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sa, fritte son buone anche le ciabatte.<br />
Però anche i <strong>fiori di zucca</strong> non sono male, soprattutto adesso che li trovate nei supermercati o, se siete più fortunati, nell’orto di casa.</p>
<p>La ricetta ha molte <em><a title="Fiori di zucca ripieni" href="http://www.gustorante.it/2009/08/27/fiori-di-zucca-ripieni/">varianti</a></em>; qui di seguito ve ne proponiamo <strong>una molto semplice.</strong></p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a></p>
<ul>
<li>16 fiori di zucca<img class="alignright size-full wp-image-2386" title="Fiori fritti" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/08/images-22.jpeg" alt="" width="183" height="275" /></li>
<li>un bicchiere d&#8217;acqua fredda</li>
<li>mezzo bicchiere di vino o birra</li>
<li>sale</li>
<li>farina</li>
<li>2 uova</li>
</ul>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"></th>
<th width="240" scope="col">
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"><img title="tempo" src="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png" alt="tempo" width="43" height="44" /></a></th>
<th width="240" scope="col">
<div>Tempo di preparazione:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div>30 minuti</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="274">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/porzioni1.png"><img title="porzioni" src="/wp-content/uploads/2009/08/porzioni1.png" alt="porzioni" width="43" height="44" /></a></th>
<th width="70" scope="col">
<div>Porzioni:</div>
</th>
<th width="200" scope="col">
<div>Per 4 persone</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"><img title="livello_ricetta" src="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png" alt="livello_ricetta" width="43" height="44" /></a></th>
<th width="160" scope="col">
<div>Livello di difficoltà:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div>Basso</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
</th>
<th width="100" scope="col"><span style="font-weight: normal; font-size: x-small;"><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong><strong> </strong><strong> </strong></span></span></th>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"></a>Lavate i fiori di zucca sotto l’acqua a scorrimento lento in modo da non rovinarli ed eliminate il pistillo interno.</p>
<p>In una ciotola sbattete le uova, l&#8217;acqua, la farina, due pizzichi di sale. Amalgamate fino ad ottenere una pastella liquida ma grumosa. Mettete a mollo i fiori di zucca nella pastella, come se doveste immergerli.<br />
Aggiungete il vino (o la birra) e rimestate i fiori con le mani, stando attenti a non romperli.</p>
<p>Contemporaneamente, in una padella dal fondo largo, versate l’olio di oliva e scaldatelo a fiammabassa.<br />
Ponete nell’olio i fiori di zucca che sfrigoleranno da subito, quindi tenete la fiamma sempre bassa.<br />
Mi raccomando: l’olio non deve sommergere i fiori!</p>
<p>Friggete i fiori 10 minuti per lato, o comunque fino a che non avranno assunto un colore dorato. Una volta fritti scolateli e poneteli su un piatto con la carta assorbente.</p>
<p>Sono ottimi se mangiati caldi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
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