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	<title>Ricette di cucina italiana &#187; Ricette di cucina</title>
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		<title>Agnello cacio e uova</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi di carne]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piatto tipico delle zone abruzzesi e molisane, l&#8217;agnello “cacio e ova” preparato sapientemente dalle nonne, soprattutto nel periodo pasquale, dal momento che l&#8217;agnello veniva ucciso solo per le grandi ricorrenze.
Ricco e dal sapore robusto, si presenta come un perfetto piatto unico, forse non proprio ideale per chi è a dieta, ma dal sapore sicuramente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2660" title="agnello" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/05/agnello-300x225.jpg" alt="" width="224" height="168" />Un piatto tipico delle zone abruzzesi e molisane, <strong>l&#8217;agnello “cacio e ova”</strong> preparato sapientemente dalle nonne, soprattutto nel periodo pasquale, dal momento che l&#8217;agnello veniva ucciso solo per le grandi ricorrenze.</p>
<p>Ricco e dal sapore robusto, si presenta come un perfetto piatto unico, forse non proprio ideale per chi è a dieta, ma dal sapore sicuramente indimenticabile.</p>
<p><strong>Ecco tutto l&#8217;occorrente e le istruzioni per realizzarlo con le vostre mani.</strong></p>
<p><strong>Ricetta per 4 persone:</strong></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>1,5 kg di agnello</li>
<li>100 gr di pecorino grattugiato</li>
<li>5 uova</li>
<li>4 cucchiai d&#8217;olio extravergine di oliva</li>
<li>1 bicchiere di vino bianco</li>
<li>una cipolla</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
<p><strong> Preparazione:</strong></p>
<p>Tagliate l&#8217;agnello (preferibilmente scegliete il cosciotto) a pezzetti piccoli, quasi dei bocconcini, e fatelo rosolare con olio e cipolla. Sfumatelo con del vino bianco, salate e lasciatelo cuocere aggiungendo un mestolo di acqua calda.</p>
<p>A parte, battete le uova, unendo il formaggio, del prezzemolo tritato, pepe e, se piace, anche un pizzico di noce moscata.</p>
<p>Quando la carne è ben cotta, versateci sopra il composto appena ottenuto ed infornate il tutto a 150°. Vi accorgerete quando il piatto sarà pronto, dalla doratura che andrà a formarsi in superficie.</p>
<p>Accompagnate il tutto con del buon vino rosso e preparate a leccarvi i baffi!</p>
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		<title>Paste di Mandorla</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/05/03/paste-di-mandorla/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 08:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una ricetta tipica del Sud Italia e in particolare della Puglia: le paste di mandorla (detti anche marzapani).
Si preparano per lo più a Natale ed in generale in occasione delle festività, sono a base di farina di mandorla.
Nella ricetta non è presente altro tipo di farina per cui il prodotto è anche completamente gluten [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2651" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="pasta-mandorle" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/05/pasta-mandorle-296x300.png" alt="" width="154" height="155" />Ecco una ricetta tipica del Sud Italia e in particolare della Puglia: le paste di mandorla (detti anche marzapani).</p>
<p>Si preparano per lo più a Natale ed in generale in occasione delle festività, sono a base di farina di mandorla.</p>
<p>Nella ricetta non è presente altro tipo di farina per cui il prodotto è anche completamente gluten free.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li> 1kg di mandorle tritate finemente (con o senza buccia a seconda dei gusti)</li>
<li>1kg di zucchero</li>
<li>la scorza grattuggiata di un grosso limone non trattato</li>
<li>5/6 uova</li>
<li>150 ml di San Marzano Borsci (in mancanza Amaretto di Saronno, o altro liquore, volendo agli agrumi)</li>
<li>ciliegine candite, mandorle, chicchi di caffè, mandorle a lamelle,&#8230; per decorare.</li>
</ul>
<p><strong>Procedimento:</strong></p>
<p>Mettere in congelatore per almeno due ore le mandorle e poi tritarle finemente. Io di solito non tolgo la pellicina alle mandorle, perché secondo me se ne perde in sapore.</p>
<p>Tuttavia per un aspetto meno rustico meglio pelarle scottandole un minuto in acqua bollente. Per tritarle in maniera più fine, potete aggiungere nel cutter da cucina una parte dello zucchero che utilizzerete nella ricetta.</p>
<p>Disporre la farina di mandorle e lo zucchero a fontana su una spianatoia, unire la buccia grattugiata del limone e versare al centro il liquore che avete scelto ed iniziare ad impastare. Unire gradualmente le uova valutando la consistenza: deve presentarsi piuttosto &#8220;duro&#8221; da lavorare, non superare in ogni caso le 6 uova!</p>
<p><strong>Nota:</strong> se cuocerete le paste di mandorla nei pirottini di carta potete diminuire la quantità di zucchero (es. 700g su un chilo di mandorle)</p>
<p>Aiutandovi con i palmi delle mani inumiditi o in alternativa con due cucchiaini fate delle &#8220;palline&#8221;, a piacere farcite l’interno con un’amarena sciroppata, passare la pallina nello zucchero a velo (o volendo anche nel cocco) e adagiatele sulla placca da forno (o nei pirottini di carta).</p>
<p>In alternativa potete spremere il composto con un sac à poche con bocchetta a stella e decorarne la superficie con mezza ciliegina candita, o un chicco di caffè, una mandorla, ecc…</p>
<p><strong>Cottura:</strong> 12/10 min a 180°</p>
<p><strong>Attenzione:</strong> se il vostro forno tende a cuocere molto sul fondo sistemate la teglia nella parte alta, il rischio che i pasticcini brucino sul fondo, data la massiccia presenza di zucchero, è alto. Se necessario utilizzare due fogli di carta da forno sovrapposti tra la teglia e i pasticcini.</p>
<p><strong>Autrice:</strong> <a title="croce e delizia" href="http://crocedelizia.wordpress.com/" target="_blank">Cle – Ma che Bontà</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Baccalà con le patate</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/04/16/il-baccala-con-le-patate/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 10:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti di pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Partendo da ingredienti semplici, si può realizzare un piatto molto gustoso, che va ad unire gusti diversi tra loro, legati però armoniosamente.
Il baccalà con le patate è uno di questi ed un piatto che appartiene alla tradizione culinaria di regioni come il Molise, collocati tra terra e mare. Un piatto unico dal sapore ineguagliabile.
Il consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2640" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="baccala" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/04/baccala.jpeg" alt="" width="259" height="194" />Partendo da ingredienti semplici, si può realizzare un piatto molto gustoso, che va ad unire gusti diversi tra loro, legati però armoniosamente.</p>
<p><strong>Il baccalà con le patate</strong> è uno di questi ed un piatto che appartiene alla tradizione culinaria di regioni come il Molise, collocati tra terra e mare. Un piatto unico dal sapore ineguagliabile.</p>
<p>Il consiglio che vi do è quello di scegliere il baccalà già ammollato, preferendolo a quello essiccato.</p>
<p><strong>La ricetta originale prevede:</strong></p>
<ul>
<li> 800 gr. di baccalà ammollato</li>
<li>400 gr. di patate tagliate a fette</li>
<li>Olio extravergine d’oliva</li>
<li>Origano</li>
<li>Un pizzico di peperoncino</li>
<li>Due spicchi d’aglio</li>
<li>Un cucchiaio di pangrattato</li>
<li>Sale e pepe</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Fate lessare il baccalà in abbondante acqua leggermente salata per 20 minuti. Pulite le patate e mettetele in una pentola coprendole d’acqua fredda. Portatele a bollore e fatele cuocere per altri 20 minuti. Scolatele e fatele raffreddare, dopodiché sbucciatele e tagliatele a fette.</p>
<p>Scolate il baccalà e fatelo raffreddare. Togliete tutte le spine, preferibilmente con le mani in modo da poterle sentire meglio sotto le dita. Spezzettatelo. Ungete una pirofila con l’olio e create uno strato di patate con l’aggiunta di origano e peperoncino. Sbucciate l’aglio, tritatelo ed unitelo al pangrattato con due cucchiai d’olio.</p>
<p>Mettete il baccalà sopra le patate e cospargetelo di pangrattato all’aglio. Aggiungete altro olio e fate cuocere il tutto in forno (preriscaldato) a 180ｰ per circa 30-35 minuti.<br />
Vi assicuro che si sprigionerà in tutta la casa un profumo davvero delizioso. E’ un piatto tipicamente invernale, che può essere arricchito con olive nere e qualche pomodorino fresco.<br />
Fate attenzione al sale e considerate che il baccalà è già di per sé abbastanza salato inoltre, riducendo la quantità d’olio il piatto può risultare un po’ più leggero. Se invece siete pigri e non avete voglia di cucinare, potrete sicuramente assaggiare questa prelibatezza in una delle trattorie tipicamente molisane.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Crespelle ai funghi porcini</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/03/28/crespelle-ai-funghi-porcini/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 11:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[crespelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una ricca veramente sfiziosa e semplice da realizzare.
Per prima cosa procuratevi gli ingredienti per circa 4 persone:

 Farina (130 gr)
Uova (2)
Latte
sale
burro
aglio
prezzemolo
pepe
robiola (400 gr)
funghi porcini (300 gr)
vino bianco

Ora possiamo iniziare.
Il segreto di questo piatto, come per tutte le prelibatezze della nostra tradizione enogastronomica, è la lavorazione  dell&#8217;impasto ottenuto amalgamando 100 gr di farina, 2 uova, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2634 alignright" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="crespelle-ai-funghi-porcini" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/03/crespelle-ai-funghi-porcini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Ecco una ricca veramente sfiziosa e semplice da realizzare.</p>
<p>Per prima cosa procuratevi gli<strong> ingredienti per circa 4 persone:</strong></p>
<ul>
<li> Farina (130 gr)</li>
<li>Uova (2)</li>
<li>Latte</li>
<li>sale</li>
<li>burro</li>
<li>aglio</li>
<li>prezzemolo</li>
<li>pepe</li>
<li>robiola (400 gr)</li>
<li>funghi porcini (300 gr)</li>
<li>vino bianco</li>
</ul>
<p><strong>Ora possiamo iniziare.</strong></p>
<p>Il segreto di questo piatto, come per tutte le prelibatezze della nostra<strong> </strong><a title="tradizione enogastronomica" href="2012/03/05/le-pittule-salentine/" target="_self">tradizione enogastronomica</a>, è la <strong>lavorazione  dell&#8217;impasto</strong> ottenuto amalgamando 100 gr di farina, 2 uova, un bicchiere e mezzo di latte e un pizzico di sale.</p>
<p>Mescolate bene sinché il composto non diventa fluido e uniforme, quindi riscaldate il 50 gr di burro in una padella dove verrà riversata la crema ottenuta.</p>
<p><strong>Lasciarla cuocere</strong> su tutti e due i lati.</p>
<p><strong>Preparate i funghi</strong>, puliteli e tritateli, aggiungendo la robiola per ottenere un ripieno cremoso che andrete a spalmare la vostra crespella.</p>
<p>A questo punto potete concentrarvi sul condimento ottenuto facendo rosolare l’aglio e il burro.</p>
<p>Dopo aver accuratamente tolto gli spicchi d’aglio aggiungete la farina, il vino, mezzo bicchiere di latte e il pepe, lasciando cuocere il tutto per 10 minuti.</p>
<p>Mettete il condimento sulla vostra crespella e lasciatele al forno per mezz’ora, ad una temperatura di 180 gradi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Spaghetti alla norcina con tartufo e acciughe</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/03/16/spaghetti-alla-norcina-con-tartufo-e-acciughe/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 16:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[spaghetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Norcia è un comune dell’Umbria situato a circa 600 metri dal livello del mare, incastonato in un contesto naturalistico di incredibile bellezza.
Un luogo ideale dove trascorrere piacevoli giornate circondati da storia, cultura e buona cucina.
Uno delle ricette più famose di Norcia sono gli spaghetti alla norcina, ottenuto con il pregiato tartufo che si raccoglie  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2627" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="spaghetti norcina" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/03/spaghetti-norcina.jpg" alt="" width="160" height="180" />Norcia</strong> è un comune dell’Umbria situato a circa 600 metri dal livello del mare, incastonato in un contesto naturalistico di incredibile bellezza.</p>
<p>Un luogo ideale dove trascorrere piacevoli giornate circondati da storia, cultura e buona cucina.</p>
<p>Uno delle ricette più famose di Norcia sono gli spaghetti alla norcina, ottenuto con il pregiato tartufo che si raccoglie  nei boschi del territorio.</p>
<p>Per preparare gli <strong>spaghetti alla norcina</strong> avete bisogno dei seguenti <strong>ingredienti</strong>:</p>
<ul>
<li> spaghetti  per 4 persone</li>
<li>150 gr. di tartufo nero</li>
<li>2 filetti d’acciuga</li>
<li>aglio</li>
<li>Pecorino</li>
<li>olio extravergine d’oliva</li>
<li>Sale</li>
<li>Pepe</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Per prima cosa bisogna pulire molto bene il<strong> tartufo</strong> togliendo ogni residuo di terriccio, lavatelo e asciugatelo, quindi grattugiatelo.</p>
<p>Mettete a cuocere gli spaghetti e nel mentre <strong>soffriggete l’aglio</strong> con cinque cucchiai di olio extravergine d’oliva,  sinché non prende il caratteristico colore dorato.</p>
<p>Quindi toglietelo e mettete le <strong>2 acciughe </strong>ben lavate, dove andrete a spolverare il tartufo grattugiato, il tutto sempre a fuoco lento.</p>
<p>Lasciate cuocere sino ad ottenere una salsina e aggiungete il pepe ed il sale.</p>
<p>Ora aggiungete gli spaghetti e saltateli per qualche minuto nella padella.</p>
<p>Servite il tutto in un ampio piatto da portata, ultimando con una spolverata di pecorino.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le Pittule Salentine</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/03/05/le-pittule-salentine/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 16:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Pittule Salentine sono una prelibatezza della tradizione enogastronomica della Puglia, un piatto realizzato con prodotti della terra, molto semplice da realizzare.

Ingredienti

1 Kg di farina
1,5 cubetti di lievito di birra
acqua
sale

Per preparare le Pittule bisogna impastare gli la farina con acqua e sale, aggiungendo il lievito di birra.
È  possibile arricchire l&#8217;impasto con ingrediente diversi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le Pittule Salentine</strong> sono una prelibatezza della tradizione enogastronomica della Puglia, un piatto realizzato con prodotti della terra, molto semplice da realizzare.<br />
<strong><br />
Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li>1 Kg di farina</li>
<li>1,5 cubetti di lievito di birra</li>
<li>acqua</li>
<li>sale</li>
</ul>
<p><img class="size-medium wp-image-2621 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="pittule-salento" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/03/pittule-salento-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" />Per preparare le Pittule bisogna <strong>impastare gli la farina</strong> con acqua e sale, aggiungendo il lievito di birra.</p>
<p>È  possibile <strong>arricchire l&#8217;impasto</strong> con ingrediente diversi a seconda dei gusti, come capperi, acciughe, olive, ricotta, etc&#8230;</p>
<p>Lavorare il tutto sino ad ottenere un impasto liquido che si fa lievitare per circa due ore.</p>
<p>A questo punto si prepara l’olio per la frittura, assicurarsi che la quantità di olio nella padella ricopra completamente le porzioni di impasto, questo garantirà una cottura uniforme.</p>
<p>Aiutatevi con un cucchiaio per ottenere delle<strong> piccole sfere di impasto</strong> che andrete a friggere nell’olio precedentemente preparato.</p>
<p>La diffusione di questo piatto è strettamente legata alla necessità del mondo rurale di avere a disposizione un piatto semplice e poco costoso ma allo stesso tempo nutriente.</p>
<p>Le Pittule Salentine sono un esempio di come da pochi e semplici ingredienti è possibile ottenere un prodotto ottimo.</p>
<p>Ogni località del Salento ha <strong>piatti caratteristici </strong>che si rifanno alla propria cultura e tradizione.</p>
<p>Queste ricette possono essere sicuramente realizzate in casa, ma per apprezzarne davvero l&#8217;unicità è d&#8217;obbligo organizzare una tappa  nel Salento.</p>
<p>La soluzione ideale è scegliere un <strong>ambiente familiare e accogliente,</strong> come un <a title="bed and breakfast a Otranto" href="http://www.olimpobb.it/" target="_blank">Bed and Breakfast a Otranto</a> o un <a title="B&amp;B a Gallipoli" href="http://vacanzeparadiso.it" target="_blank">B&amp;B a Gallipoli</a>, località di sicuro richiamo turistico ma che hanno conservato intatte le proprie tradizioni enogastronomiche.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un dolce tipico sardo: le Pardule</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/01/10/un-dolce-tipico-sardo-le-pardule/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dolce sardo]]></category>
		<category><![CDATA[dolci pasquali]]></category>
		<category><![CDATA[pardule]]></category>

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		<description><![CDATA[Se capitate in Sardegna nei periodi di festa come il Natale o la Pasqua avrete la possibilità di assaggiare un dolce davvero speciale: la Pardula.
Certo non tutti hanno il tempo per una vacanza in Sardegna, per chi non vuole comunque rinunciare a degustare un dolce davvero straordinario  vi diciamo come prepararlo a casa.
Per realizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2567" title="pardule" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/01/pardule-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" />Se capitate in <strong>Sardegna </strong>nei periodi di festa come il Natale o la Pasqua avrete la possibilità di assaggiare un dolce davvero speciale: la<strong> Pardula</strong>.</p>
<p>Certo non tutti hanno il tempo per una <a title="vacanza in Sardegna" href="http://www.guida-sardegna.it/" target="_blank">vacanza in Sardegna</a>, per chi non vuole comunque rinunciare a degustare un dolce davvero straordinario  vi diciamo come prepararlo a casa.</p>
<p>Per realizzare le Pardule servono questi <strong>ingredienti</strong>:</p>
<ul>
<li>350 gr farina</li>
<li>50 gr fecola di patate</li>
<li>40 gr strutto</li>
<li>90 gr acqua tiepida con un pizzico di sale</li>
<li>500 gr ricotta</li>
<li>100 gr zucchero</li>
<li>2 uova</li>
<li>zafferano</li>
<li>1 arancia e di 1 limone</li>
<li>lievito</li>
</ul>
<p>Per prima cosa è necessario <strong>preparare l’impasto</strong> che conterrà il ripieno della Pardula.</p>
<p>Uniamo 250 gr di farina con 50 gr di fecola di patate e impastiamo versando lentamente l’acqua tiepida sino ad ottenere un impasto uniforme.</p>
<p><strong>Lasciamo riposare</strong> per un’oretta e nel frattempo dedichiamoci al ripieno.</p>
<p>Mettiamo in una ciotola 500 gr di ricotta, 100 gr di zucchero, 100 gr di farina, 1 bustina di lievito e 1 di zafferano, quindi grattugiamo la scorza degli agrumi.</p>
<p><strong>Unite le uova </strong>all’impasto e lavoratelo con un frusta, procedete  lentamente ma in maniera costante sinché l’impasto non è ben amalgamato.</p>
<p>Ora prendete la pasta preparata in precedenza, stendetela sul tavolo con un matterello e tagliatela a <strong>piccoli cerchi</strong> utilizzando magari un bicchiere.</p>
<p>Al centro mettete una pallina di ripieno e alzate i bordi <strong>in modo da creare 5 lembi </strong>sporgenti in modo da dare la caratteristica forma della Pardula.</p>
<p>Ora potete mettere tutto al forno ad una temperatura tra i <strong>150 e i 160 gradi</strong>, lasciate cuocere sinché la parte superiore non inizia a dorarsi.</p>
<p>Quindi toglietele dal forno e decoratele con zucchero a velo.</p>
<p><strong>La vostra Pardula è pronta buon appetito.</strong></p>
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		<title>Melanzane sottolio del Salento</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane salentine]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Salento è una terra ricca di tradizione culinaria, con ricette realizzate utilizzando ingredienti naturali e genuini.
Una di queste riguarda le melanzane sottolio, una vera prelibatezza.
La preparazione delle melanzane sottolio è un mix di prodotti tipici della tradizione  del Salento e accorgimenti nel procedimento, che fanno di questo ortaggio estivo una prelibatezza che si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-2541" title="melanzane" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/12/melanzane.jpg" alt="" width="287" height="191" />Il Salento </strong>è una terra ricca di tradizione culinaria, con ricette realizzate utilizzando ingredienti naturali e genuini.</p>
<p>Una di queste riguarda le <strong>melanzane sottolio</strong>, una vera prelibatezza.</p>
<p>La preparazione delle melanzane sottolio è un mix di prodotti tipici della <a title="tradizione Salento" href="http://www.vizionario.it/" target="_blank">tradizione  del Salento</a> e accorgimenti nel procedimento, che fanno di questo ortaggio estivo una prelibatezza che si può gustare anche nei mesi invernali.</p>
<p>Intanto le melanzane sottolio sono un prodotto che nasce dalla<strong> tradizione contadina </strong>di conservare per i mesi freddi gli ortaggi che la terra salentina dispensa generosamente durante l’ estate.</p>
<p>Le melanzante devono essere piccole e senza semi, ma soprattutto coltivate senza trattamenti chimici.</p>
<p>Immerse nell’ olio salentino  che con il suo sapore delicato non maschera il gusto agro che la melanzana ha preso dalla bollitura nell’aceto.</p>
<p>Ma il segreto per riconoscere al volo delle melanzane fatte a regola d’ arte è che devono essere bianchissime e tagliate molto sottili.</p>
<p>Quindi, se volete preparare delle melanzane sottolio alla salentina che siano degne di questo nome, dovete innanzitutto procurarvi delle melanzane dal contadino, non quelle del supermercato, spesso di gusto troppo aspro e magari trattate chimicamente.</p>
<p>E poi un olio extra-vergine di oliva salentino.</p>
<p>Fondamentali anche procedimento e tempistiche di preparazione.</p>
<p><strong>Ecco qui i “trucchi del mestiere”:</strong></p>
<p><strong>step 1:</strong> si sbucciano le melanzane e si fanno a fettine sottili;</p>
<p><strong>step 2:</strong> si cospargono di sale le fette di melanzana per disidratarle;</p>
<p><strong>step 3:</strong> appena asciugate dall’ acqua, le fettine si fanno a listelli sottilissimi;</p>
<p><strong>step 4:</strong> le melanzane si mettono a bollire nell’ aceto, per conferirgli il classico sapore leggermente agro;</p>
<p><strong>step 5:</strong> si “strizzano” le listelle per privarle completamente dell’ aceto;</p>
<p><strong>step 6:</strong> le melanzane si mettono nel barattolo riempiendolo con l’ olio, che va rabboccato nei giorni successivi se cala.</p>
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		<title>Il cibo in tv: &#8220;I Menù di Benedetta&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 09:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[benedetta parodi]]></category>
		<category><![CDATA[cotto e mangiato]]></category>
		<category><![CDATA[i menù di benedetta]]></category>
		<category><![CDATA[La 7]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il grandissimo successo del programma tv “Cotto e mangiato”, nessuno si immaginava che la giornalista-cuoca Benedetta Parodi lasciasse Mediaset.
E, invece, è accaduto: la  Parodi non è stata confermata su Italia 1 ed è approdata a La7 con un nuovo programma di cucina, “I Menù di Benedetta”.
Ogni giorno alle 12 e 25, e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il grandissimo successo del programma tv <strong>“Cotto e mangiato”</strong>, nessuno si immaginava che la giornalista-cuoca <strong>Benedetta Parodi</strong> lasciasse Mediaset.</p>
<p>E, invece, è accaduto: <em>la  Parodi non è stata confermata su Italia 1</em> ed è approdata a <strong>La7 </strong>con un nuovo programma di cucina, <strong>“I Menù di Benedetta”.</strong><br />
Ogni giorno alle <strong>12 e 25</strong>, e per un’ora intera, Benedetta accoglie ospiti famosi e non nella “sua nuova cucina” (come per “Cotto e Mangiato”).<br />
Una cucina accogliente e familiare, che potrebbe essere la cucina di ognuno di noi e all’interno della quale la Parodi si muove con maestria, tranquillità e simpatia.</p>
<p><img class="size-full wp-image-2528 aligncenter" title="I Menù di Benedetta" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/09/menu-di-benedetta.jpg" alt="" width="500" height="300" /></p>
<p>L’<strong>atmosfera familiare</strong> è, perciò, una costante nel <a title="Programma Cake Design" href="http://www.gustorante.it/2011/03/16/cake-design/">programma</a> di Benedetta: ed è forse per questo che è così amata dal suo pubblico.</p>
<p>Ma vediamo <strong>come è strutturato il programma:</strong></p>
<ul>
<li>Ogni      giorno è presente in studio un <em>ospite famoso o non famoso</em>;</li>
<li>Quotidianamente      viene proposto un <em>menù di 5 portate</em>: dall&#8217; antipasto al dessert;</li>
<li>C’è un <em>tema di fondo</em> attorno al quale si articola tutta la puntata: un alimento, una regione, un piatto tipico;</li>
<li>In base al tema del giorno, Benedetta insegna come <em>abbellire e      decorare</em> la tavola con eleganza ma utilizzando oggetti comuni e non      costosi  (frutta, verdura o fiori; tanto che in studio è presente un      fiorista).</li>
</ul>
<p>Insomma <strong>“I Menù di Benedetta”</strong> è un programma semplice, che propone <em>piatti nazionalpopolari</em> accessibili a tutte le donne o mamme; in più il fatto di avere a disposizione un’ora intera e non solo pochi minuti rende molto più semplice l’approfondimento di alcune tecniche culinarie e permette ai telespettatori di prendere appunti con calma.</p>
<p>Infine lo <strong>stile familiare</strong>, informale e semplice di Benedetta e dei suoi ospiti, rende il format piacevole da seguire; la <em>semplicità delle ricette e l’utilità dei consigli </em>fanno il resto.<br />
Con questo nuovo programma La 7 si conferma una rete attenta all’uomo comune, al cittadino medio; un cittadino che è anche attento a ciò che mangia, <em>esperto del gusto</em>: un gusto casalingo che ritroviamo in altri format della rete come <strong>“Cuochi e Fiamme”</strong> e<strong> “Chef per un giorno”.</strong></p>
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		<title>La Cioncia Pistoiese</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/09/21/la-cioncia-pistoiese/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi di carne]]></category>
		<category><![CDATA[cioncia pistoiese]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tipica toscana]]></category>
		<category><![CDATA[valdinievole]]></category>

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		<description><![CDATA[La Valdinievole è una regione in provincia di Pistoia, fra Lucca e Firenze che comprende 11 comuni.
Questa zona si trova proprio nel cuore della Toscana e presenta una tradizione enogastronomica antica e gustosa di cui, oggi, vi proponiamo un piatto: la cioncia pistoiese.
Si tratta di una pietanza originaria di Pescia ma diffusasi in breve tempo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Valdinievole</strong> è una regione in provincia di Pistoia, fra Lucca e Firenze che comprende 11 comuni.<br />
Questa zona si trova proprio nel <em>cuore della Toscana</em> e presenta una <a title="Finocchiona Toscana" href="http://www.gustorante.it/2010/03/01/la-finocchiona-toscana/"><em>tradizione enogastronomica</em> </a>antica e gustosa di cui, oggi, vi proponiamo un piatto: <strong>la cioncia pistoiese.<br />
</strong>Si tratta di una pietanza originaria di Pescia ma diffusasi in breve tempo in tutta la Valdinievole e, attualmente, riproposta <em>nei ristoranti più rinomati</em>, nonostante sia un <em>piatto estremamente povero.</em></p>
<p>Per parlare della cioncia pistoiese dobbiamo tornare indietro a quando le fabbriche specializzate nella <strong>lavorazione delle pelli</strong> della Valdinievole erano numerose e assai rinomate a livello nazionale (<em>la “cioncia” è, infatti, la concia delle pelli</em>).<br />
Qui gli operai addetti allo sgrassaggio delle pelli di vitello, ripulivano queste ultime da eventuali parti carnose (<em>carniccio</em>) e  recuperavano tutti gli avanzi e gli scarti di carne: non veniva buttato via niente. A casa, le mogli, armate di passione e fantasia, sono riuscite a trasformare questo <a title="Ritorno al passato" href="http://www.gustorante.it/2010/04/27/ritorno-al-passato/">carniccio poverissimo </a>in un <strong>piatto dal sapore eccezionale</strong>, entrato a pieno diritto nella tradizione culinaria toscana.</p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a></p>
<p>- 800 gr di testina (muso, guance) e coda di vitello;<br />
- 400 gr di passata di pomodoro;<img class="alignright size-full wp-image-2511" title="cioncia2" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/09/cioncia2.jpg" alt="" width="300" height="201" /><br />
- 2 cipolle;<br />
- 2 sedani;<br />
- 4 carote;<br />
- prezzemolo;<br />
- basilico;<br />
- brodo di carne;<br />
- olio extravergine d&#8217;oliva;<br />
- 2 bicchieri di vino rosso;<br />
- peperoncino.</p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p>Pulite la carne e scottatela in un tegame (meglio se di coccio e che conservi a lungo il calore, come era originariamente).<br />
Tagliate poi la testina a dadini, la coda a pezzetti e soffriggete tutto con olio e un battuto di odori preparato con cipolla, sedano, carote, prezzemolo e basilico. Lasciate rosolare per mezz’ora, girando di tanto in tanto.<br />
Aggiungete il vino rosso e fatelo evaporare.<br />
Adesso unite alla carne la salsa di pomodoro e cuocere ancora per 15 minuti.<br />
Infine aggiungete il brodo di carne, coprite il tegame e lasciate andare a fuoco basso per 3-4 ore. Aggiungere sale, pepe e peperoncino.<br />
Servite in <em>terracotte molto calde.<br />
</em><br />
Se volete gustare questo piatto nella sua versione più autentica, dovete assolutamente recarvi in <strong>Valdinievole</strong>: l’unico luogo in cui potrete assaporare<em> la vera cioncia</em> ma anche il <strong>brigidino di Lamporecchio o la cialda di Montecatini.<br />
</strong>E, allora, per i più golosi, un giretto in questa zona è d’obbligo; basterà prenotare un <a title="Hotel a Montecatini Terme" href="http://www.hotelnuovosavi.com/" target="_blank">hotel a Montecatini Terme</a>, per ritrovarsi immersi in un <strong>mondo enogastronomico ricchissimo</strong> e veramente gustoso.</p>
]]></content:encoded>
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