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	<title>Ricette di cucina italiana &#187; In evidenza</title>
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		<title>Agnello cacio e uova</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi di carne]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piatto tipico delle zone abruzzesi e molisane, l&#8217;agnello “cacio e ova” preparato sapientemente dalle nonne, soprattutto nel periodo pasquale, dal momento che l&#8217;agnello veniva ucciso solo per le grandi ricorrenze.
Ricco e dal sapore robusto, si presenta come un perfetto piatto unico, forse non proprio ideale per chi è a dieta, ma dal sapore sicuramente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2660" title="agnello" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/05/agnello-300x225.jpg" alt="" width="224" height="168" />Un piatto tipico delle zone abruzzesi e molisane, <strong>l&#8217;agnello “cacio e ova”</strong> preparato sapientemente dalle nonne, soprattutto nel periodo pasquale, dal momento che l&#8217;agnello veniva ucciso solo per le grandi ricorrenze.</p>
<p>Ricco e dal sapore robusto, si presenta come un perfetto piatto unico, forse non proprio ideale per chi è a dieta, ma dal sapore sicuramente indimenticabile.</p>
<p><strong>Ecco tutto l&#8217;occorrente e le istruzioni per realizzarlo con le vostre mani.</strong></p>
<p><strong>Ricetta per 4 persone:</strong></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>1,5 kg di agnello</li>
<li>100 gr di pecorino grattugiato</li>
<li>5 uova</li>
<li>4 cucchiai d&#8217;olio extravergine di oliva</li>
<li>1 bicchiere di vino bianco</li>
<li>una cipolla</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
<p><strong> Preparazione:</strong></p>
<p>Tagliate l&#8217;agnello (preferibilmente scegliete il cosciotto) a pezzetti piccoli, quasi dei bocconcini, e fatelo rosolare con olio e cipolla. Sfumatelo con del vino bianco, salate e lasciatelo cuocere aggiungendo un mestolo di acqua calda.</p>
<p>A parte, battete le uova, unendo il formaggio, del prezzemolo tritato, pepe e, se piace, anche un pizzico di noce moscata.</p>
<p>Quando la carne è ben cotta, versateci sopra il composto appena ottenuto ed infornate il tutto a 150°. Vi accorgerete quando il piatto sarà pronto, dalla doratura che andrà a formarsi in superficie.</p>
<p>Accompagnate il tutto con del buon vino rosso e preparate a leccarvi i baffi!</p>
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		<title>Il Baccalà con le patate</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/04/16/il-baccala-con-le-patate/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 10:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti di pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Partendo da ingredienti semplici, si può realizzare un piatto molto gustoso, che va ad unire gusti diversi tra loro, legati però armoniosamente.
Il baccalà con le patate è uno di questi ed un piatto che appartiene alla tradizione culinaria di regioni come il Molise, collocati tra terra e mare. Un piatto unico dal sapore ineguagliabile.
Il consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2640" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="baccala" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/04/baccala.jpeg" alt="" width="259" height="194" />Partendo da ingredienti semplici, si può realizzare un piatto molto gustoso, che va ad unire gusti diversi tra loro, legati però armoniosamente.</p>
<p><strong>Il baccalà con le patate</strong> è uno di questi ed un piatto che appartiene alla tradizione culinaria di regioni come il Molise, collocati tra terra e mare. Un piatto unico dal sapore ineguagliabile.</p>
<p>Il consiglio che vi do è quello di scegliere il baccalà già ammollato, preferendolo a quello essiccato.</p>
<p><strong>La ricetta originale prevede:</strong></p>
<ul>
<li> 800 gr. di baccalà ammollato</li>
<li>400 gr. di patate tagliate a fette</li>
<li>Olio extravergine d’oliva</li>
<li>Origano</li>
<li>Un pizzico di peperoncino</li>
<li>Due spicchi d’aglio</li>
<li>Un cucchiaio di pangrattato</li>
<li>Sale e pepe</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Fate lessare il baccalà in abbondante acqua leggermente salata per 20 minuti. Pulite le patate e mettetele in una pentola coprendole d’acqua fredda. Portatele a bollore e fatele cuocere per altri 20 minuti. Scolatele e fatele raffreddare, dopodiché sbucciatele e tagliatele a fette.</p>
<p>Scolate il baccalà e fatelo raffreddare. Togliete tutte le spine, preferibilmente con le mani in modo da poterle sentire meglio sotto le dita. Spezzettatelo. Ungete una pirofila con l’olio e create uno strato di patate con l’aggiunta di origano e peperoncino. Sbucciate l’aglio, tritatelo ed unitelo al pangrattato con due cucchiai d’olio.</p>
<p>Mettete il baccalà sopra le patate e cospargetelo di pangrattato all’aglio. Aggiungete altro olio e fate cuocere il tutto in forno (preriscaldato) a 180ｰ per circa 30-35 minuti.<br />
Vi assicuro che si sprigionerà in tutta la casa un profumo davvero delizioso. E’ un piatto tipicamente invernale, che può essere arricchito con olive nere e qualche pomodorino fresco.<br />
Fate attenzione al sale e considerate che il baccalà è già di per sé abbastanza salato inoltre, riducendo la quantità d’olio il piatto può risultare un po’ più leggero. Se invece siete pigri e non avete voglia di cucinare, potrete sicuramente assaggiare questa prelibatezza in una delle trattorie tipicamente molisane.</p>
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		</item>
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		<title>Crespelle ai funghi porcini</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/03/28/crespelle-ai-funghi-porcini/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 11:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[crespelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una ricca veramente sfiziosa e semplice da realizzare.
Per prima cosa procuratevi gli ingredienti per circa 4 persone:

 Farina (130 gr)
Uova (2)
Latte
sale
burro
aglio
prezzemolo
pepe
robiola (400 gr)
funghi porcini (300 gr)
vino bianco

Ora possiamo iniziare.
Il segreto di questo piatto, come per tutte le prelibatezze della nostra tradizione enogastronomica, è la lavorazione  dell&#8217;impasto ottenuto amalgamando 100 gr di farina, 2 uova, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2634 alignright" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="crespelle-ai-funghi-porcini" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/03/crespelle-ai-funghi-porcini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Ecco una ricca veramente sfiziosa e semplice da realizzare.</p>
<p>Per prima cosa procuratevi gli<strong> ingredienti per circa 4 persone:</strong></p>
<ul>
<li> Farina (130 gr)</li>
<li>Uova (2)</li>
<li>Latte</li>
<li>sale</li>
<li>burro</li>
<li>aglio</li>
<li>prezzemolo</li>
<li>pepe</li>
<li>robiola (400 gr)</li>
<li>funghi porcini (300 gr)</li>
<li>vino bianco</li>
</ul>
<p><strong>Ora possiamo iniziare.</strong></p>
<p>Il segreto di questo piatto, come per tutte le prelibatezze della nostra<strong> </strong><a title="tradizione enogastronomica" href="2012/03/05/le-pittule-salentine/" target="_self">tradizione enogastronomica</a>, è la <strong>lavorazione  dell&#8217;impasto</strong> ottenuto amalgamando 100 gr di farina, 2 uova, un bicchiere e mezzo di latte e un pizzico di sale.</p>
<p>Mescolate bene sinché il composto non diventa fluido e uniforme, quindi riscaldate il 50 gr di burro in una padella dove verrà riversata la crema ottenuta.</p>
<p><strong>Lasciarla cuocere</strong> su tutti e due i lati.</p>
<p><strong>Preparate i funghi</strong>, puliteli e tritateli, aggiungendo la robiola per ottenere un ripieno cremoso che andrete a spalmare la vostra crespella.</p>
<p>A questo punto potete concentrarvi sul condimento ottenuto facendo rosolare l’aglio e il burro.</p>
<p>Dopo aver accuratamente tolto gli spicchi d’aglio aggiungete la farina, il vino, mezzo bicchiere di latte e il pepe, lasciando cuocere il tutto per 10 minuti.</p>
<p>Mettete il condimento sulla vostra crespella e lasciatele al forno per mezz’ora, ad una temperatura di 180 gradi.</p>
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		<title>Amatrice, regina della tavola</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/01/24/amatrice-regina-della-tavola/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismo roma]]></category>
		<category><![CDATA[amatriciana]]></category>

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		<description><![CDATA[La cittadina di Amatrice, incuneata nella punta più stretta del reatino, quella protesa verso l’Abruzzo, merita certamente un posto d’ onore nell’Olimpo enogastronomico italiano.
L’ onore della sua grande rinomanza lo deve senz’altro al piatto più famoso nato in questa terra, la celebratissima “pasta all’amatriciana”.
Si tratta di una pasta a base di spaghetti, preparata col tipico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-2580" title="pasta-amatriciana" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/01/pasta-amatriciana-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />La cittadina di Amatrice</strong>, incuneata nella punta più stretta del reatino, quella protesa verso l’Abruzzo, merita certamente un posto d’ onore nell’Olimpo enogastronomico italiano.</p>
<p>L’ onore della sua grande rinomanza lo deve senz’altro al piatto più famoso nato in questa terra, la celebratissima “pasta all’amatriciana”.</p>
<p>Si tratta di una pasta a base di spaghetti, preparata col tipico “sugo all’amatriciana”, che rappresenta una straordinaria attività della antichissima civiltà pastorale dei monti della Sabina: il <strong>sugo all’amatriciana</strong> nasce infatti come piatto “povero” preparato dai pastori con i pochi e semplici ingredienti a loro disposizione, ovvero guanciale e pecorino.</p>
<p>Solo successivamente la ricetta viene arricchita, nella tradizione romana, che ha fatto proprio questo sugo, con olio e salsa di pomodoro.</p>
<p><strong>Le due ricette</strong> sono ancora oggi ben distinte: quella tradizionale senza pomodoro viene comunemente denominata gricia, mentre l’altra è forse più diffusa al di fuori del Lazio.</p>
<p>Questa ricetta così famosa nel mondo è stata oggetto di numerose rivisitazioni, che hanno spesso oscurato la fama stessa della ricetta tradizionale.</p>
<p>Il caso più noto è quello dell’amatriciana preparata con la pancetta al posto del guanciale.</p>
<p>È  proprio per salvaguardare la notorietà della ricetta “originale” che tutti gli anni si svolge ad Amatrice, nell’ultima settimana di agosto, la <strong>“sagra degli spaghetti all’amatriciana”</strong>, giunta nel 2011 alla sua 45° edizione.</p>
<p>Una visita alla cittadina laziale in occasione della sagra è un’ ottima occasione per conoscere meglio questo territorio, quello cioè dei Monti della Laga, che presenta non solo uno straordinario patrimonio eno-gastronomico (carne, formaggi, pasta), ma anche una grande ricchezza in termini di tradizioni, mestieri, arte e cultura.</p>
<p>Dalla fine di agosto, quando si tiene la sagra degli spaghetti all’amatriciana, è quindi consigliato trattenersi fino alla prima decina di settembre, quando si svolge una particolare manifestazione che dischiude al visitatore tutti gli aspetti citati.</p>
<p>Si tratta dell’evento intitolato <strong>“il Viaggio della Transumanza”.</strong></p>
<p>Si tratta di una escursione turistica che segue le greggi nel corso di una vera e propria transumanza sulle montagne circostanti Amatrice.</p>
<p>La manifestazione prevede, oltre alla escursione legata alla transumanza, ed alla benedizione delle greggi, anche la dimostrazione della lavorazione dei formaggi di pecora, il pranzo tradizionale all’aperto con i pastori e mostra di prodotti gastronomici tradizionali.</p>
<p>L’evento si conclude con la consueta sfilata delle greggi attraverso il centro di Amatrice e con la mostra delle razze ovine e bovine locali, mentre i poeti-pastori intonano rime improvvisate al suono dell’organetto e delle musiche tradizionali.</p>
<p>Questo evento racchiude in un’unica manifestazione la vera anima di questa terra famosa quasi unicamente per i suoi prodotti agro-alimentari.</p>
<p>Il consiglio è quello di scegliere un <a title="B&amp;B vicino a Roma" href="http://montepiano.com/agriturismo/" target="_blank">B&amp;B vicino a Roma</a>, location ideale per scoprire le eccellenze di questo territorio meno conosciute.</p>
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		<title>Un dolce tipico sardo: le Pardule</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2012/01/10/un-dolce-tipico-sardo-le-pardule/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dolce sardo]]></category>
		<category><![CDATA[dolci pasquali]]></category>
		<category><![CDATA[pardule]]></category>

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		<description><![CDATA[Se capitate in Sardegna nei periodi di festa come il Natale o la Pasqua avrete la possibilità di assaggiare un dolce davvero speciale: la Pardula.
Certo non tutti hanno il tempo per una vacanza in Sardegna, per chi non vuole comunque rinunciare a degustare un dolce davvero straordinario  vi diciamo come prepararlo a casa.
Per realizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2567" title="pardule" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2012/01/pardule-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" />Se capitate in <strong>Sardegna </strong>nei periodi di festa come il Natale o la Pasqua avrete la possibilità di assaggiare un dolce davvero speciale: la<strong> Pardula</strong>.</p>
<p>Certo non tutti hanno il tempo per una <a title="vacanza in Sardegna" href="http://www.guida-sardegna.it/" target="_blank">vacanza in Sardegna</a>, per chi non vuole comunque rinunciare a degustare un dolce davvero straordinario  vi diciamo come prepararlo a casa.</p>
<p>Per realizzare le Pardule servono questi <strong>ingredienti</strong>:</p>
<ul>
<li>350 gr farina</li>
<li>50 gr fecola di patate</li>
<li>40 gr strutto</li>
<li>90 gr acqua tiepida con un pizzico di sale</li>
<li>500 gr ricotta</li>
<li>100 gr zucchero</li>
<li>2 uova</li>
<li>zafferano</li>
<li>1 arancia e di 1 limone</li>
<li>lievito</li>
</ul>
<p>Per prima cosa è necessario <strong>preparare l’impasto</strong> che conterrà il ripieno della Pardula.</p>
<p>Uniamo 250 gr di farina con 50 gr di fecola di patate e impastiamo versando lentamente l’acqua tiepida sino ad ottenere un impasto uniforme.</p>
<p><strong>Lasciamo riposare</strong> per un’oretta e nel frattempo dedichiamoci al ripieno.</p>
<p>Mettiamo in una ciotola 500 gr di ricotta, 100 gr di zucchero, 100 gr di farina, 1 bustina di lievito e 1 di zafferano, quindi grattugiamo la scorza degli agrumi.</p>
<p><strong>Unite le uova </strong>all’impasto e lavoratelo con un frusta, procedete  lentamente ma in maniera costante sinché l’impasto non è ben amalgamato.</p>
<p>Ora prendete la pasta preparata in precedenza, stendetela sul tavolo con un matterello e tagliatela a <strong>piccoli cerchi</strong> utilizzando magari un bicchiere.</p>
<p>Al centro mettete una pallina di ripieno e alzate i bordi <strong>in modo da creare 5 lembi </strong>sporgenti in modo da dare la caratteristica forma della Pardula.</p>
<p>Ora potete mettere tutto al forno ad una temperatura tra i <strong>150 e i 160 gradi</strong>, lasciate cuocere sinché la parte superiore non inizia a dorarsi.</p>
<p>Quindi toglietele dal forno e decoratele con zucchero a velo.</p>
<p><strong>La vostra Pardula è pronta buon appetito.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Melanzane sottolio del Salento</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/12/06/melanzane-sottolio-del-salento/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane salentine]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Salento è una terra ricca di tradizione culinaria, con ricette realizzate utilizzando ingredienti naturali e genuini.
Una di queste riguarda le melanzane sottolio, una vera prelibatezza.
La preparazione delle melanzane sottolio è un mix di prodotti tipici della tradizione  del Salento e accorgimenti nel procedimento, che fanno di questo ortaggio estivo una prelibatezza che si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-2541" title="melanzane" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/12/melanzane.jpg" alt="" width="287" height="191" />Il Salento </strong>è una terra ricca di tradizione culinaria, con ricette realizzate utilizzando ingredienti naturali e genuini.</p>
<p>Una di queste riguarda le <strong>melanzane sottolio</strong>, una vera prelibatezza.</p>
<p>La preparazione delle melanzane sottolio è un mix di prodotti tipici della <a title="tradizione Salento" href="http://www.vizionario.it/" target="_blank">tradizione  del Salento</a> e accorgimenti nel procedimento, che fanno di questo ortaggio estivo una prelibatezza che si può gustare anche nei mesi invernali.</p>
<p>Intanto le melanzane sottolio sono un prodotto che nasce dalla<strong> tradizione contadina </strong>di conservare per i mesi freddi gli ortaggi che la terra salentina dispensa generosamente durante l’ estate.</p>
<p>Le melanzante devono essere piccole e senza semi, ma soprattutto coltivate senza trattamenti chimici.</p>
<p>Immerse nell’ olio salentino  che con il suo sapore delicato non maschera il gusto agro che la melanzana ha preso dalla bollitura nell’aceto.</p>
<p>Ma il segreto per riconoscere al volo delle melanzane fatte a regola d’ arte è che devono essere bianchissime e tagliate molto sottili.</p>
<p>Quindi, se volete preparare delle melanzane sottolio alla salentina che siano degne di questo nome, dovete innanzitutto procurarvi delle melanzane dal contadino, non quelle del supermercato, spesso di gusto troppo aspro e magari trattate chimicamente.</p>
<p>E poi un olio extra-vergine di oliva salentino.</p>
<p>Fondamentali anche procedimento e tempistiche di preparazione.</p>
<p><strong>Ecco qui i “trucchi del mestiere”:</strong></p>
<p><strong>step 1:</strong> si sbucciano le melanzane e si fanno a fettine sottili;</p>
<p><strong>step 2:</strong> si cospargono di sale le fette di melanzana per disidratarle;</p>
<p><strong>step 3:</strong> appena asciugate dall’ acqua, le fettine si fanno a listelli sottilissimi;</p>
<p><strong>step 4:</strong> le melanzane si mettono a bollire nell’ aceto, per conferirgli il classico sapore leggermente agro;</p>
<p><strong>step 5:</strong> si “strizzano” le listelle per privarle completamente dell’ aceto;</p>
<p><strong>step 6:</strong> le melanzane si mettono nel barattolo riempiendolo con l’ olio, che va rabboccato nei giorni successivi se cala.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Cioncia Pistoiese</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/09/21/la-cioncia-pistoiese/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi di carne]]></category>
		<category><![CDATA[cioncia pistoiese]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tipica toscana]]></category>
		<category><![CDATA[valdinievole]]></category>

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		<description><![CDATA[La Valdinievole è una regione in provincia di Pistoia, fra Lucca e Firenze che comprende 11 comuni.
Questa zona si trova proprio nel cuore della Toscana e presenta una tradizione enogastronomica antica e gustosa di cui, oggi, vi proponiamo un piatto: la cioncia pistoiese.
Si tratta di una pietanza originaria di Pescia ma diffusasi in breve tempo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Valdinievole</strong> è una regione in provincia di Pistoia, fra Lucca e Firenze che comprende 11 comuni.<br />
Questa zona si trova proprio nel <em>cuore della Toscana</em> e presenta una <a title="Finocchiona Toscana" href="http://www.gustorante.it/2010/03/01/la-finocchiona-toscana/"><em>tradizione enogastronomica</em> </a>antica e gustosa di cui, oggi, vi proponiamo un piatto: <strong>la cioncia pistoiese.<br />
</strong>Si tratta di una pietanza originaria di Pescia ma diffusasi in breve tempo in tutta la Valdinievole e, attualmente, riproposta <em>nei ristoranti più rinomati</em>, nonostante sia un <em>piatto estremamente povero.</em></p>
<p>Per parlare della cioncia pistoiese dobbiamo tornare indietro a quando le fabbriche specializzate nella <strong>lavorazione delle pelli</strong> della Valdinievole erano numerose e assai rinomate a livello nazionale (<em>la “cioncia” è, infatti, la concia delle pelli</em>).<br />
Qui gli operai addetti allo sgrassaggio delle pelli di vitello, ripulivano queste ultime da eventuali parti carnose (<em>carniccio</em>) e  recuperavano tutti gli avanzi e gli scarti di carne: non veniva buttato via niente. A casa, le mogli, armate di passione e fantasia, sono riuscite a trasformare questo <a title="Ritorno al passato" href="http://www.gustorante.it/2010/04/27/ritorno-al-passato/">carniccio poverissimo </a>in un <strong>piatto dal sapore eccezionale</strong>, entrato a pieno diritto nella tradizione culinaria toscana.</p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a></p>
<p>- 800 gr di testina (muso, guance) e coda di vitello;<br />
- 400 gr di passata di pomodoro;<img class="alignright size-full wp-image-2511" title="cioncia2" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/09/cioncia2.jpg" alt="" width="300" height="201" /><br />
- 2 cipolle;<br />
- 2 sedani;<br />
- 4 carote;<br />
- prezzemolo;<br />
- basilico;<br />
- brodo di carne;<br />
- olio extravergine d&#8217;oliva;<br />
- 2 bicchieri di vino rosso;<br />
- peperoncino.</p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p>Pulite la carne e scottatela in un tegame (meglio se di coccio e che conservi a lungo il calore, come era originariamente).<br />
Tagliate poi la testina a dadini, la coda a pezzetti e soffriggete tutto con olio e un battuto di odori preparato con cipolla, sedano, carote, prezzemolo e basilico. Lasciate rosolare per mezz’ora, girando di tanto in tanto.<br />
Aggiungete il vino rosso e fatelo evaporare.<br />
Adesso unite alla carne la salsa di pomodoro e cuocere ancora per 15 minuti.<br />
Infine aggiungete il brodo di carne, coprite il tegame e lasciate andare a fuoco basso per 3-4 ore. Aggiungere sale, pepe e peperoncino.<br />
Servite in <em>terracotte molto calde.<br />
</em><br />
Se volete gustare questo piatto nella sua versione più autentica, dovete assolutamente recarvi in <strong>Valdinievole</strong>: l’unico luogo in cui potrete assaporare<em> la vera cioncia</em> ma anche il <strong>brigidino di Lamporecchio o la cialda di Montecatini.<br />
</strong>E, allora, per i più golosi, un giretto in questa zona è d’obbligo; basterà prenotare un <a title="Hotel a Montecatini Terme" href="http://www.hotelnuovosavi.com/" target="_blank">hotel a Montecatini Terme</a>, per ritrovarsi immersi in un <strong>mondo enogastronomico ricchissimo</strong> e veramente gustoso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le frittelle di mele</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 10:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[frittelle]]></category>
		<category><![CDATA[frittelle di mele]]></category>
		<category><![CDATA[ricette dolci]]></category>
		<category><![CDATA[ricette dolci con foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Le frittelle di mele sono un piatto tipico del Trentino Alto Adige, preparate appunto con il frutto più rappresentativo della regione: la mela.
Le frittelle di mele sono adattissime per la merenda dei bambini, come dessert e dolce di Carnevale ma, nelle regioni settentrionali, vengono servite anche come accompagnamento a carni di maiale e a piatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>frittelle di mele</strong> sono un piatto tipico del <em>Trentino Alto Adige</em>, preparate appunto con il frutto più rappresentativo della regione:<strong> la mela.<br />
</strong>Le frittelle di <a title="Il libro delle mele" href="http://www.gustorante.it/2009/10/08/il-libro-delle-mele/">mele</a> sono adattissime per la <em>merenda dei bambini, come dessert e dolce di Carnevale</em> ma, nelle regioni settentrionali, vengono servite anche come <em>accompagnamento a carni di maiale e a <a title="Frittelle di ricotta" href="http://www.gustorante.it/2010/03/12/frittelle-di-ricotta-e-patate/">piatti salati</a></em><a title="Frittelle di ricotta" href="http://www.gustorante.it/2010/03/12/frittelle-di-ricotta-e-patate/">.</a></p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a><img class="alignright size-full wp-image-2478" title="Frittelle di mele" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/09/frit.jpg" alt="" width="259" height="194" /></p>
<ul>
<li>succo di 1 limone</li>
<li>2 mele renette</li>
<li>80-100 gr di zucchero per guarnire (semolato o a velo)</li>
<li>150 gr farina</li>
<li>200 ml latte</li>
<li>1 pizzico sale</li>
<li>2 uova</li>
<li>1 bustina di vanillina</li>
<li>20 gr di zucchero per la pastella (semolato)</li>
</ul>
<p> </p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p>Sbucciate le <a title="Apple Pie" href="http://www.gustorante.it/2011/08/02/apple-pie-la-ricetta-della-torta-di-mele/">mele</a>, privatele del torsolo con il cava torsolI e tagliatele a <strong>fette</strong> dello spessore di 1-2 cm.<br />
Quindi cospargetele con il succo di un limone, affinchè non anneriscano mentre preparate la <strong>pastella.<br />
</strong>A parte sbattete il tuorlo di un uovo, il latte, un pizzico di sale, la vanillina e la farina setacciata fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e denso.</p>
<p>Coprite il composto e fatelo riposare per almeno mezz’ora. Quindi montate a neve i due albumi, incorporatevi 20 gr di zucchero e unite tutto al composto preparato precedentemente, amalgamando lentamente con un mestolo di legno dal basso verso l’alto e in senso orario.</p>
<p>Adesso prendete le mele a fette, tamponatele con della carta e passatele nello zucchero.<br />
Poi passatele nella pastella e fatele dorare nell’olio caldo (non dovrebbe mai superare i 180 °) girandole su entrambi i lati.<br />
Quando avranno assunto un bel colore dorato, scolatele e ponetele su carta assorbente da cucina; cospargetele con lo zucchero (semolato o a velo) e servitele ben calde.</p>
<p><strong><em>Consiglio:</em></strong></p>
<p>Le frittelle di mele sono <strong>ottime se servite calde</strong> con <strong>gelato alla crema</strong> o <strong>marmellata di lamponi</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Insalata sfiziosa</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 09:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Insalate]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[insalata sfiziosa]]></category>
		<category><![CDATA[ricette veloci con foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi prepariamo un’insalata estiva veramente sfiziosa e molto semplice da realizzare; ideale per un pranzo veloce ma gustoso.


Rucola
Valeriana
Pomodorini pachino
Pinoli sgusciati
Formaggio tipo Emmental
Gamberetti sgusciati
Olio
Sale
Limone


Lavate la rucola  e la valeriana e ponetele in una ciotola senza tagliarle; il bello di questa insalata è proprio la foglia intera. Per questa ricetta preferite rucola e valeriana confezionate; il loro sapore sarà meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi prepariamo <strong>un’insalata estiva</strong> veramente <strong>sfiziosa</strong> e <strong>molto semplice</strong> da realizzare; ideale per un <strong>pranzo veloce ma gustoso.</strong></p>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a><img class="alignright size-full wp-image-2451" title="Insalata sfiziosa" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/08/insalat.jpg" alt="" width="254" height="199" /></p>
<ul>
<li>Rucola</li>
<li>Valeriana</li>
<li>Pomodorini pachino</li>
<li>Pinoli sgusciati</li>
<li>Formaggio tipo Emmental</li>
<li>Gamberetti sgusciati</li>
<li>Olio</li>
<li>Sale</li>
<li>Limone</li>
</ul>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p>Lavate la <a title="Pesto di rucola" href="http://www.gustorante.it/2011/08/02/il-pesto-di-rucola/">rucola</a>  e la valeriana e ponetele in una ciotola senza tagliarle; il bello di questa insalata è proprio la <em>foglia intera.</em> Per questa ricetta preferite rucola e valeriana confezionate; il loro sapore sarà meno deciso rispetto a quello dei mazzetti.</p>
<p>Poi scottate per qualche minuto i gamberetti in acqua bollente. Mi raccomando devono rimanere <em>croccanti </em>e non diventare duri e filosi.</p>
<p>Una volta raffreddati uniteli alle insalate.<br />
Aggiungete i pinoli sgusciati, i pomodori pachino tagliati a metà e il formaggio tagliato a cubetti.<br />
Condite con olio, sale e limone.</p>
<p>Mi raccomando: non conservate questa <a title="Insalata di mela verde" href="http://www.gustorante.it/2009/08/17/insalata-alla-mela-verde/">insalata</a> troppo a lungo nel frigorifero; anzi, consumatela velocemente perchè il formaggio e la rucola rischiano di “cuocersi” a causa di freddo e limone.</p>
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		<title>Se McDonald&#8217;s ti personalizza il menù</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2011/08/25/se-mcdonalds-ti-personalizza-il-menu/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 15:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[hamburger]]></category>
		<category><![CDATA[mcdonald's]]></category>
		<category><![CDATA[sandwich]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di McDonald’s, si scatenano sempre polemiche e il pubblico si divide fra i due gruppi di favorevoli e contrari.
McDonald’s, azienda leader indiscussa dei fast food, è senza dubbio un’istituzione che tutti conoscono.
Tuttavia non tutti sanno che, nell’ottica aziendale di una ristorazione che sia globale e locale allo stesso tempo, l’azienda, in alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di <strong>McDonald’s</strong>, si scatenano sempre <strong>polemiche</strong> e il pubblico si divide fra i due gruppi di <em>favorevoli e contrari.</em></p>
<p><a title="Obesità" href="http://www.gustorante.it/2010/11/03/mcdonald%e2%80%99s-e-obesita-risarcimento-per-un-collaboratore/">McDonald’s</a>, azienda leader indiscussa dei <strong>fast food</strong>, è senza dubbio un’istituzione che tutti conoscono.<br />
Tuttavia non tutti sanno che, nell’ottica aziendale di una <em>ristorazione che sia globale e locale</em> allo stesso tempo, l’azienda, in alcuni paesi, propone <strong>McMenù calibrati</strong>.</p>
<p>E così <strong>alcuni piatti cambiano a seconda della latitudine</strong>, degli usi e dei costumi del Paese in cui si trova il punto McDonald’s:</p>
<ul>
<li><img class="alignright size-full wp-image-2433" title="McLobster" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/08/mclobster.jpg" alt="" width="259" height="194" />In <strong>India</strong>, dove le mucche sono considerate animali sacri, si serve il <strong>MacMaharaja</strong>, senza manzo ma con carne d&#8217;agnello o di pollo;<br />
 </li>
<li>In <strong>Canada</strong> spopola il <strong>McLobster</strong>, un panino con l’aragosta! Certo che, per 5 dollari, il dubbio che si tratti davvero di aragosta è legittimo.<br />
 </li>
<li>In <strong>Giappone</strong> il pane dei sandwich è sostituito da due tortini di riso glutinato. Inoltre si può trovare il <strong>Ebi Filet-O</strong> (un panino con gamberetti), il <strong>Koroke Burger</strong> (un panino con purè di patate e cavolo) e il frullato al tè verde.<br />
 </li>
<li>In <strong>Norvegia</strong>, invece, viene servito il <strong>McLaks</strong>, un sandwich di salmone alla griglia e salsa di aneto. Raffinati!<br />
 </li>
<li><img class="alignright size-full wp-image-2436" title="McRice" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2011/08/mcrice.jpg" alt="" width="225" height="225" />In <strong>Cile</strong> al posto del ketchup sono vendute bustine di <strong>salsa di avocado.<br />
</strong></li>
<li>In <strong>Costa Rica</strong> si può ordinare un tortino di riso e fagioli.<br />
 </li>
<li>In <strong>Grecia</strong> c’è il <strong>Greek Mac</strong>, un panino fatto con polpettine avvolte in pane pita.<br />
 </li>
<li>In <strong>Arabia</strong> spopola il <strong><a title="Ritorno al passato" href="http://www.gustorante.it/2010/04/27/ritorno-al-passato/">McKebab</a>.</strong></li>
</ul>
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