<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ricette di cucina italiana&#187; In evidenza</title>
	<atom:link href="http://www.gustorante.it/category/headline/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gustorante.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Mar 2010 09:49:43 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>I vini di Pantelleria</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/02/15/i-vini-di-pantelleria/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/02/15/i-vini-di-pantelleria/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[vini di Pantelleria]]></category>
		<category><![CDATA[zibibbo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1383</guid>
		<description><![CDATA[
All&#8217;interno dell&#8217;isola di Pantelleria, la più occidentale della Sicilia, viene coltivata una perla per la tradizione vinicola italiana: l&#8217;uva Zibibbo, proveniente da una tradizione antichissima, che parte addirittura dagli antichi egizi, dai quali deriva proprio il nome di zibibbo, che significa “uva passita”.
I Fenici  la portarono sull&#8217;isola e da allora viene coltivata dai vinicoltori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2010/02/vitigno_passito.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1393" title="vitigno del passito" src="/wp-content/uploads/2010/02/vitigno_passito.jpg" alt="vitigno del passito" width="589" height="488" /></a><br />
All&#8217;interno dell&#8217;isola di <strong>Pantelleria</strong>, la più occidentale della Sicilia, viene coltivata una perla per la tradizione vinicola italiana: l&#8217;uva Zibibbo, proveniente da una tradizione antichissima, che parte addirittura dagli antichi egizi, dai quali deriva proprio il nome di zibibbo, che significa <em>“uva passita”</em>.</p>
<p>I Fenici  la portarono sull&#8217;isola e da allora viene coltivata dai vinicoltori della zona, ma costituisce ben il 95% del totale delle coltivazioni di uva dell&#8217;isola. Secondo una leggenda, questo vino era utilizzato anche durante i rituali in onore del dio<strong> Apollo</strong>, che rimase talmente colpito dal sapore di questo vino, che si inebriò così tanto da innamorarsi di una dea.</p>
<p>L<strong>&#8216;uva zibibbo</strong> viene fatta essiccare al sole per due, tre settimane, ma si usa anche non essiccata, perchè ha dei processi di maturazione molto lenti, e quindi viene utilizzata per produrre il famoso vino bianco <strong>Zibibbo di Pantelleria</strong>. Solitamente <a href="/wp-content/uploads/2010/02/image.php_.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1387" title="Zibibbo di Pantelleria" src="/wp-content/uploads/2010/02/image.php_.jpeg" alt="Zibibbo di Pantelleria" width="154" height="268" /></a>le coltivazioni dei vitigni sono in pianura o in rilievi collinari fatti a terrazzamenti molto irti e trovano in Sicilia il luogo ideale di maturazione, in particolare per il territorio di<em> origine vulcanica</em> che caratterizza Pantelleria.</p>
<p>Questi vini sono unici nel loro genere, perchè hanno un sapore diverso da tutti gli altri passiti e ricordano fin dal primo assaggio l&#8217;asprezza dei suoi territori.</p>
<p>Solitamente si usa abbinare il passito e il moscato con <em>dolci secchi</em> e frutta secca, noci, mandorle, pistacchi o anche <em>formaggi</em> stagionati e dai sapori forti, in quanto sono vini dolci con una buona gradazione.</p>
<p>Il <strong>vino</strong> Zibibbo, invece, essendo un vino bianco da pasteggio è ottimo freddo per l&#8217;happy hour o insieme a piatti di pesce non delicati, come zuppe, cacciucco o <em>formaggi semi-stagionati</em>.</p>
<p>Sapori inconfondibili che non potranno che rendere le vostre serate piacevoli, in compagnia o allietare un momento solo per voi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/02/15/i-vini-di-pantelleria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Formaggi Pecorini del sud Italia</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/01/22/formaggi-pecorini-del-sud-italia/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/01/22/formaggi-pecorini-del-sud-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Formaggi italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Formaggi Pecorini del sud Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1377</guid>
		<description><![CDATA[
Gustosi ricchi di sapore, da sempre i preferiti dai contadini e dagli allevatori del centro-sud, come un bel viaggio alla scoperta dei pecorini Italiani meno noti, non ci soffermeremo quindi sui prodotti Toscani o Sardi ma andremo a vedere i formaggi dalla lunghissima tradizione ai più sconosciuti.
Partiamo dalla Lucania, dalla Val Sarmento per la precisione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/01/Formaggi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1381" title="Formaggi" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/01/Formaggi.jpg" alt="" width="586" height="488" /></a></p>
<p><a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/01/Formaggi.jpg"></a>Gustosi ricchi di sapore, da sempre i preferiti dai contadini e dagli allevatori del centro-sud, come un bel viaggio alla scoperta dei pecorini Italiani meno noti, non ci soffermeremo quindi sui prodotti Toscani o Sardi ma andremo a vedere i formaggi dalla lunghissima tradizione ai più sconosciuti.<br />
Partiamo dalla Lucania, dalla Val Sarmento per la precisione, la provincia è quella di Potenza anche se molto distante, siamo al confine con la Calabria nel territorio del parco del Pollino.<br />
Da più di 500 anni nei paesi si San Paolo e San Costantino Albanese vive la comunità Arbëreshe da sempre pastori, i loro formaggi pecorini sono unici per lavorazione e sapore.</p>
<p><a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/01/fuscella-con-formaggio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1380" title="fuscella con formaggio" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/01/fuscella-con-formaggio-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>La produzione di questi formaggi è antica fatta con animali geneticamente sani con pecore di razza Sarda e alimentati tutti con prodotti coltivati nelle aziende locali, quindi la coltivazione e strettamente biologica. Il formaggio di pecora deriva da una cultura prettamente meridionale in genere ma Arbëreshe in particolare. Gli Albanesi infatti erano pastori o mercenari. La raccolta della cagliata avviene con un grande cucchiaio di ciliegio, questa, tramandata nei secoli perché riesce a trasmettere alla cagliata delle proprietà che ne determina la bontà.</p>
<p>Sempre nel parco del Pollino ma a Terranova per cercare di capire come abbinare in cucina questi splendidi formaggi, per esempio la ricotta di pecora si può abbinare con un cotto di fichi, oppure il pecorino si abbina deliziosamente con dei mieli della zona fatti di arance o di castagna.<br />
Il formaggio un po più stagionato invece lo possiamo abbinare con una marmellata di peperoncino che naturalmente regala i colori ed i sapori del sud.<br />
Potremmo anche preparare dei gustosi cavatelli che salteremo in padella con dell’Olio extra vergine di oliva e timo ed una spruzzatina di questo fantastico pecorino grattugiato.</p>
<p><a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/01/picinisco-scamosciato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1378" title="Picinisco scamosciato" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/01/picinisco-scamosciato.jpg" alt="" width="227" height="270" /></a>Spostandoci invece più a nord nel Lazio esattamente in Val Comino provincia di Frosinone. Pensate questo territorio confinante con la Campania e con l’Abruzzo all’inizio del 900 ospitò per un certo periodo lo scrittore David Herbert Lawrence che qui trovò l’ispirazione per il romanzo: la ragazza perduta. Ma la Val Comino è famosa soprattutto per i suoi pecorini ed altri formaggi.<br />
Quello famoso però è il pecorino di Picinisco, un delizioso formaggio prodotto con latte di animali al pascolo. La stagionatura varia dai 15 ai 30 giorni per produrre un formaggio cosiddetto “Scamosciato” . L’alternativa è quello “Conciato” questo perché la crosta viene trattata con delle erbe di montagna che all’epoca serviva da antibatterico per la  conservazione. Un altro formaggio delizioso e sfizioso è fatto con latte di capra è la “Marzolina” fatto sempre con latte di animali al pascolo e caglio.<br />
Questi formaggi si abbinano benissimo con una vasta scelta di vini sempre della zona.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/01/22/formaggi-pecorini-del-sud-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Salsiccia stagionata sotto grano</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2009/11/25/salsiccia-stagionata-sotto-grano/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2009/11/25/salsiccia-stagionata-sotto-grano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cucina Matera]]></category>
		<category><![CDATA[Salsiccia stagionata sotto grano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1366</guid>
		<description><![CDATA[
Un metodo di conservazione tradizionale ormai quasi sconosciuto per uno dei grandi classici della cucina italiana.
Parliamo naturalmente della salsiccia sotto grano. Per farlo, siamo andati ad Irsina  (Basilicata) un piccolo paese in provincia di Matera.
Qui il territorio Lucano si stringe verso la Puglia, le carni di maiale sono quelle più utilizzate dai contadini locali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2009/11/Salsiccia_Interna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1376" title="Salsiccia stagionata sotto grano" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2009/11/Salsiccia_Interna.jpg" alt="Salsiccia stagionata sotto grano" width="586" height="488" /></a></p>
<p>Un metodo di conservazione tradizionale ormai quasi sconosciuto per uno dei grandi classici della cucina italiana.</p>
<p>Parliamo naturalmente della salsiccia sotto grano. Per farlo, siamo andati ad Irsina  (Basilicata) un piccolo paese in provincia di Matera.</p>
<p>Qui il territorio Lucano si stringe verso la Puglia, le carni di maiale sono quelle più utilizzate dai contadini locali e per conservarle si usava quello che la terra offriva in buona quantità.</p>
<p>Le origini sono comuni a tutti i paesi di una cultura contadina che non avevano grandi possibilità per conservare le loro produzioni dopo il macello dei loro animali.</p>
<p>La salsiccia veniva lasciata stagionare, essiccare nell’abitazione del contadino e successivamente invece che metterla sott’olio veniva messa sotto grano a strati  all’interno di un sacco di iuta.</p>
<p>Per molti il grano era il frigorifero, questo, tratteneva l’umidità. Dopo, naturalmente il grano non veniva buttato via ma lavorato e cucinato, spesso, con le stesse spezie che servivano per aromatizzare la carne: finocchietto, polvere di peperone.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2009/11/25/salsiccia-stagionata-sotto-grano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Porcini &amp; Co.</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2009/10/12/porcini-co/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2009/10/12/porcini-co/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 13:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Porcini]]></category>
		<category><![CDATA[ricette funghi]]></category>
		<category><![CDATA[tutto sui funghi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1355</guid>
		<description><![CDATA[
Porcini &#038; Co.
Una grande e appetitosa tribù, quella dei funghi. Con il loro inconfondibile sapore, i funghi portano in tavola il meglio della stagione. In tante e diverse sfumature. 
Fritti, trifolati o alla griglia, i funghi sono una vera squisitezza. Appena acquistati vanno spazzolati delicatamente, strofinati con un panno umido, privati delle parti eventualmente terrose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1038" title="Porcini" src="/wp-content/uploads/2009/10/funghi_misura.jpg" alt="Porcini" width="586" height="488" /></p>
<div id="lipsum"><strong>Porcini &#038; Co.</strong><br />
Una grande e appetitosa tribù, quella dei funghi. Con il loro inconfondibile sapore, i funghi portano in tavola il meglio della stagione. In tante e diverse sfumature. </p>
<p>Fritti, trifolati o alla griglia, i funghi sono una vera squisitezza. Appena acquistati vanno spazzolati delicatamente, strofinati con un panno umido, privati delle parti eventualmente terrose  o deteriorate. </p>
<p>Due raccomandazioni importanti: non lavarli sotto l’acqua corrente (renderebbe le carni mollicce) e consumarli al più presto, al massimo dopo averli tenuti in frigorifero per un paio di giorni.</p>
<p>Essiccati i funghi sono molto versatili. L’idea in più è quella di polverizzarli nel mixer e utilizzarli nell’impasto di pane o pasta fatta in casa, aggiungerli al brodo, alla salsa al pomodoro, alla bechamel che riempirà le crespelle, o ancora, versarli nel sugo di un arrosto a fine cottura. Sott’olio accompagnano tradizionalmente i salumi nostrani e se sono surgelati fanno risparmiare un bel po’ di tempo e sono gustosi quanto quelli freschi. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2009/10/12/porcini-co/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
