<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ricette di cucina italiana&#187; Gustorante portale di cucina italiana</title>
	<atom:link href="http://www.gustorante.it/author/admin/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gustorante.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Jun 2010 14:08:45 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>La rivoluzione Smoothie</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/06/25/la-rivoluzione-smoothie/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/06/25/la-rivoluzione-smoothie/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 14:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frullato]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[ghiaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Latte]]></category>
		<category><![CDATA[milk-shake]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1462</guid>
		<description><![CDATA[La calura estiva ci porta verso alimenti e bevande &#8220;fresche&#8221; che ci aiutino a sopportare meglio le alte temperature.
Oltre ai vari gelati, ghiaccioli, frullati, da qualche tempo nei nostri supermercati sono arrivati gli smoothies. A differenza del milk-shake o del frullato, la novità consiste nel non avere il supporto del latte che lo rende anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La calura estiva ci porta verso <strong>alimenti</strong> e <strong>bevande &#8220;fresche&#8221;</strong> che ci aiutino a sopportare meglio le alte temperature.<br />
Oltre ai vari gelati, ghiaccioli, frullati, da qualche tempo nei nostri supermercati sono arrivati gli <strong>smoothies</strong>. A differenza del milk-shake o del frullato, la novità consiste nel non avere il supporto del latte che lo rende anche più digeribile.<br />
Anche la consistenza è decisamente diversa: più spessa di un frullato, più liquida di una purea, meno fresca rispetto a un sorbetto.<img class="alignright size-full wp-image-1463" title="smoothie" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/06/smoothie.jpg" alt="" width="265" height="300" /></p>
<p>Questa bevanda, nasce negli <strong>Stati Uniti</strong>, per mano di un barman che preparava <strong>frullat</strong>i e <strong>milk-shake</strong> per i suoi clienti ma non poteva gustarli perchè intollerante ai latticini.<br />
Decise cosi di provare a frullare della frutta con del semplice <a title="ghiaccio" href="http://www.gustorante.it/2010/06/11/la-granita-siciliana/" target="_self">ghiaccio</a> e la cosa gli piacque!</p>
<p>Lo smoothie riscosse da subito molto successo, sopratutto tra i salutisti per l&#8217;apporto di <strong>vitamine</strong> e il basso contenuto di<strong> calorie</strong>.<br />
La preparazione è veramente molto semplice: basta avere un frullatore (andrà bene anche un semplice robot da cucina) e decidere gli ingredienti da  utilizzare.<br />
Se poi vuoi &#8220;osare&#8221; perchè il conto della calorie non è un problema, puoi aggiungere dello <strong>yogurt</strong> o del <strong>gelato</strong> agli altri ingredienti per dare più consistenza e gusto al proprio smoothie.</p>
<p>L&#8217;arrivo anche nei banchi frigo di questi &#8220;preparati&#8221; rende il prodotto accessibile anche a quelle categorie che per pigrizia o impegno non possono prepararsi il composto a casa.<br />
Se ne trovano di diversi tipi e marchi: <strong>frutta esotica</strong>, <a title="verdura" href="http://www.gustorante.it/category/ricette_di_cucina/verdure-contorni/" target="_self"><strong>verdure</strong></a>, con le spezie e per renderla una bevanda davvero salutare, si possono aggiungere alghe, ginseng o polline, a seconda dei propri gusti.<br />
Il <strong>pack</strong> comodo e tascabile, lo rende un&#8217;ottima soluzione come spuntino lontano dai pasti.﻿</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/06/25/la-rivoluzione-smoothie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il pesce azzurro</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/06/16/il-pesce-azzurro/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/06/16/il-pesce-azzurro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 11:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pesce azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[pesce povero]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1457</guid>
		<description><![CDATA[Ci voleva una crisi economica per farci riscoprire il cosi detto pesce azzurro o povero.
Considerato un pesce di serie B, per anni gli sono stati preferiti orate, sogliole, dentici e branzini.  Veniva ributtato in mare perchè non aveva mercato, ma adesso grazie anche ai consigli dei nutrizionisti è finalmente tornato sui banchi delle nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci voleva una crisi economica per farci riscoprire il cosi detto pesce azzurro o povero.<img class="alignright size-full wp-image-1458" title="pesce azzurro" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/06/pesce-azzurro2.jpg" alt="" width="312" height="234" /></p>
<p>Considerato un pesce di serie B, per anni gli sono stati preferiti orate, sogliole, dentici e branzini.  Veniva ributtato in mare perchè non aveva mercato, ma adesso grazie anche ai consigli dei nutrizionisti è finalmente tornato sui banchi delle nostre pescherie e perfino gli chef più importanti si sbizzarriscono a consigliare ricette per cucinarlo.Nella categoria del pesce azzurro, rientrano diverse tipologie di pesce, ognuno con le sue caratteristiche e  proprietà nutrizionali.</p>
<p>Ecco quindi alcuni consigli per conoscere questi pesci e per dilettarsi in facili<a title="ricette" href="http://www.gustorante.it/category/ricette_di_cucina/" target="_self"> ricette</a>:</p>
<p><strong>ALICE o ACCIUGA:</strong><br />
Pesce di piccole dimensioni è uno dei principali rappresentanti del pesce povero.Popola il Mediterraneo, l&#8217;adriatico e il canale di Sicilia.<br />
È un pesce che si muove in branco e ha una pigmentazione iridescente.<br />
È considerato un pesce semigrasso adatto anche ai più piccoli, in frittura o in gratin vengono esaltate le sue carni, ideale anche sotto sale e sott&#8217;olio.</p>
<p><strong>ALICI ARROSTITE AL BALSAMICO</strong><br />
<strong>Ingredienti </strong>per 4 persone<br />
Alici, aceto balsamico, sale q.b. pepe q.b., insalata.<br />
<strong>Procedimento:</strong><br />
Eviscerare le alici e lavarle bene. Infarinarle leggermente eliminando la farina in eccesso.<br />
A questo punto arrostire le alici in una padella antiaderente unta d&#8217;olio e molto calda.<br />
Girarle una sola volta con l&#8217;aiuto di una pinza da cucina facendo attenzione all&#8217;integrità delle alici.<br />
Salare leggermente e a cottura ultimata, quando le alici si cominciano ad aprire dalla parte della coda, spruzzate con aceto balsamico e lasciar evaporare. Servire ben calde su letto di insalate.<img class="alignleft size-medium wp-image-1459" title="pesce azzurro" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/06/pesce-azzurro-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></p>
<p><strong>SGOMBRO:</strong><br />
Di medie dimensioni, presenta una colorazione blu-verde è presente nel Mediterraneo, Mar nero e lungo le coste atlantiche dell&#8217;Europa e dell&#8217;America settentrionale.<br />
È un pesce grasso, quindi si consiglia una cottura con poco o senza condimento.<br />
Grazie al suo sapore intenso, si presta bene per  essere affumicato o cucinato al forno o in casseruola con vino e aceto. Le sue carni bianche contengono un buon apporto di sali minerali e vitamine che lo rendono l&#8217;ideale come alimento nelle diete.</p>
<p><strong>FILETTI DI SGOMBRO GRATINATI</strong><br />
<strong>Ingredienti per 4 persone</strong><br />
1 confezione di dischi di sgombro surgelati (almeno 4 pz.), 5-6 pomodorini, una manciata di olive nere, sale, pane grattugiato misto a farina q.b., olio, sale e peperoncino in polvere.<strong></strong><br />
<strong>Procedimento:</strong><br />
Disporre i dischi di sgombro in una teglia da forno, condire con olio extra vergine di oliva, aggiungere i pomodorini tagliati a metà, le olive nere, sale e peperoncino e per ultimo cospargere di pane grattugiato e farina. Infornare la teglia per 15-20 minuti</p>
<p><strong>SUGHERELLO o SURO:</strong><br />
Può raggiungere i 50 cm di lunghezza, ha un colore argentato ed è considerato un pesce cosmopolita  molto diffuso nel Mediterraneo e anche nei mari meridionali e vive in acque profonde, oltre i 500 metri.<br />
Le sue carni sono saporite e appena pescato viene consumato crudo.</p>
<p><strong>ANTIPASTO MOLISANO DI MAREIngredienti per 6 persone</strong><br />
3 sgombri, 2 suri, 1 polipo, cuore di un sedano, un vasetto di giardiniera, una scatoletta di tonno, succo di un limone<br />
Tempo di cottura: 40 minuti<br />
<strong>Procedimento:</strong><br />
Pulire e lessare i pesci, spinarli e tagliare il polipo a pezzi.<br />
Tritare grossolanamente nel robot da cucina la giardiniera unire poi i pesci spinati il polipo tagliato a pezzi,il limone e il tonno. Mescolare e mettere in frigo.</p>
<p><strong>ARINGA:</strong><br />
Pesce di piccole dimensioni, abita i freddi mari del nord.<br />
Sui nostri mercati viene venduta salata o essiccata, successivamente da spellare e lasciare a bagno nel latte per almeno 12 ore.</p>
<p><strong>INSALATA DI ARANCE E ARINGA<br />
Ingredienti:</strong><br />
6 Arance (di Cui Almeno 2 Del Tipo Sanguinelle)<br />
1 Aringa Salata Affumicata<br />
1 Cuore Sedano<br />
Abbondante Olio D&#8217;oliva<br />
Poco Sale<br />
Pepe<br />
<strong>Preparazione:</strong><br />
Sbucciare e tagliare a tocchetti non molto piccoli le arance, disporle in una coppa, quindi aggiungere l&#8217;aringa diliscata e il cuore di sedano tagliato a pezzetti. Condire con abbondante olio, poco sale, pepe macinato al momento e servire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/06/16/il-pesce-azzurro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La granita siciliana</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/06/11/la-granita-siciliana/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/06/11/la-granita-siciliana/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 14:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[granita]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1451</guid>
		<description><![CDATA[I segnali meteorologici ci sono tutti, la bella stagione è arrivata e per sopportare meglio la calura la granita è un ottima soluzione!
Già..ma a chi dobbiamo dire grazie per questa &#8220;invenzione&#8221;?
Non si tratta di nazionalismo, è accertato che la granita, la vera granita DOC nasce in Italia, precisamente in Sicilia,  diffondendosi poi nel resto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->I segnali meteorologici ci sono tutti, la bella stagione è arrivata e per sopportare meglio la calura la <strong>granita</strong> è un ottima soluzione!<br />
Già..ma a chi dobbiamo dire grazie per questa &#8220;invenzione&#8221;?</p>
<p>Non si tratta di nazionalismo, è accertato che la granita, la vera granita <strong>DOC </strong>nasce in Italia, precisamente in <a title="sicilia" href="http://www.gustorante.it/2010/02/16/arance-rosse-di-sicilia/" target="_self"><strong>Sicilia</strong></a>,  diffondendosi poi nel resto d&#8217; Italia, basti pensare che negli scavi di <strong>Pompei </strong>sono stati rinvenuti dei contenitori, chiamati <strong>THERMOPOLIA</strong> dove veniva mantenuto freddo il ghiaccio, che poi veniva mescolato con miele e succhi di frutta.</p>
<p><a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/06/Granita.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1454" title="Granita" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/06/Granita.jpg" alt="" width="250" height="360" /></a></p>
<p>Ma è in <strong>Sicilia</strong>, alle pendici dell&#8217;<strong>Etna</strong> che venivano scavate grosse buche per la conservazione del ghiaccio e  dove si è perfezionato la miscela di ghiaccio e frutta. Grazie anche al dominio arabo che contribui&#8217; al miglioramento, la granita è poi diventata famosa in tutto il mondo.</p>
<p>Oggi è possibile trovare granite a tutti i gusti, anche i più bizzari, ma la classica al limone risulta la più gettonata. In Sicilia, la tradizione ha conservato intatta la ricetta. qui troverete una granita diversa da quella che vi propongono nel resto d&#8217;Italia, dove il ghiaccio predomina sul gusto, mentre nella vera granita è esattamente il contrario. Ecco perchè, tradizione vuole, che i siciliani inizino la loro giornata facendo colazione con  la granita (preferibilmente di mandorla), accompagnata dalla tipica  brioches calda &#8220;col tuppo&#8221; (un cornetto con una cupola centrale) che crea un piacevole contrasto con la granita.</p>
<p>Le varianti poi possono essere innumerevoli, cambiando da città a città: a Messina, dove è stata creata la granita al caffè, viene servita con la panna montata, a Catania la più gettonata è al gusto di pistacchio, tipico della zona e  a Catania, è stata creata quella con le mandorle.</p>
<p>Per tutti i gusti, la granita mette d&#8217;accordo tutti, e il suo successo è in gran parte dovuto anche alla sua semplicità .Ecco di seguito la ricetta per fare la granita direttamente a casa per  portare un pò di Sicilia in tutta Italia!</p>
<p><strong>Granita al limone</strong></p>
<p><strong>INGREDIENTI </strong><br />
1/2 litro di succo di limone<br />
1 litro di acqua<br />
zucchero a piacere</p>
<p>Versate l’acqua e il succo di limone (che avrete ottenuto voi stessi dalla spremitura di una decina di limoni maturi e succosi) dentro a una pentola che metterete sul fuoco. Lasciate scaldare un pò il composto e cominciate a versare dello zucchero mescolando continuamente perchè si sciolga bene. Quando ritenete che sia abbastanza zuccherata per i vostri gusti scendete dal fuoco e lasciate raffreddare completamente.</p>
<p>A questo punto trasferite il liquido dentro a una vaschetta in grado di contenere almeno un chilo di prodotto (potete riutilizzare una di quelle del <strong>gelato</strong>) e ponete in freezer ricordandovi di dare una mescolata di tanto in tanto. Prima di consumarla va lasciata scongelare un pò e mescolata bene perchè assuma una consistenza cremosa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/06/11/la-granita-siciliana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bistecca alla Fiorentina, regina tra i secondi</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/05/17/bistecca-alla-fiorentina-regina-tra-i-secondi/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/05/17/bistecca-alla-fiorentina-regina-tra-i-secondi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antica Macelleria Cecchini]]></category>
		<category><![CDATA[bistecca alla fiorentina]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico docg]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Cecchini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1442</guid>
		<description><![CDATA[« Perché poi – fuori di Toscana – un la sanno nemen tagliare: la fanno bassa, senza filetto&#8230; Basta tu guardi le bistecche disossate! Icché le sono: braciole! Ma pe&#8217; noi la bistecca&#8230; arta tre diti! Ma un la sanno nemmen còcere&#8230; la bistecca: zàzzà! e via! » (Accademia della Crusca. Bistécca)
Come potrete capire dalla citazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --><a name="CITEREF"></a><strong>«</strong> Perché poi – fuori di Toscana – un la sanno nemen tagliare: la fanno bassa, senza filetto&#8230; Basta tu guardi le bistecche disossate! Icché le sono: braciole! Ma pe&#8217; noi la bistecca&#8230; arta tre diti! Ma un la sanno nemmen còcere&#8230; la bistecca: zàzzà! e via! <strong>» (</strong><cite><strong>Accademia della Crusca. </strong></cite><cite><a href="http://www.accademiadellacrusca.it/bistecca.shtml"><em><strong>Bistécca)</strong></em></a></cite></p>
<p><cite>Come potrete capire dalla citazione riportata, l&#8217;argomento di cui tratteremo oggi è la <strong>Bistecca alla Fiorentina</strong>!</cite></p>
<p><cite>Appartenente  e radicata nella  tradizione fiorentina, questo non è un semplice piatto bensì  una vera e propria “</cite><cite><em>religione” </em></cite><cite>della cucina toscana. D&#8217;importanza primaria è il </cite><cite><strong>taglio</strong></cite><cite>: la bistecca si ottiene infatti dal taglio della parte lombare (lombata) del vitello, rigorosamente di razza chianina, caratterizzato dal tipico osso a forma di “T” che divide la parte del controfiletto da quella del filetto. </cite></p>
<p><cite><img class="alignleft size-full wp-image-1444" title="bistecca" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/05/bistecca1.jpg" alt="" width="211" height="257" />L&#8217;altezza della carne deve essere di circa due dita e mezzo- si dice che la bistecca debba stare, di lato, in piedi da sola- e di un peso che va da 1 kg a un massimo di 2. Al momento della cottura la <a title="carne" href="/2010/03/01/la-finocchiona-toscana/" target="_self">carne</a> deve essere a temperatura ambiente per evitare che diventi troppo dura o stopposa e frollata per 5 giorni (non di più). </cite></p>
<p><cite>Taglio e cottura sono elementi imprescindibili per una </cite><cite><strong>Bistecca alla Fiorentina</strong></cite><cite> degna di questo nome, per questo non dovrà essere usata una griglia elettrica o una semplice piastra ma bensì una griglia riscaldata con brace di carbone di legna. I tempi di cottura- massimo 5- devono garantire una  crosta all&#8217;esterno e una carne morbida e quasi cruda all&#8217;interno: la vera </cite><cite><em>Fiorentina</em></cite><cite> deve essere </cite><cite><strong>al</strong></cite><cite> </cite><cite><strong>sangue</strong></cite><cite>! No al limone e pochissimo olio-meglio sarebbe non metterlo del tutto- si a un&#8217;eventuale macinata di pepe ed  a un buon Chianti:  ecco come non solo gustare un piatto semplice e ottimo, ma onorare una tradizione antica e difesa strenuamente nei secoli dai cuochi toscani.</cite></p>
<p><cite> Parlando  di Bistecca come non citare il famosissimo macellaio- poeta </cite><cite><strong>Dario Cecchini</strong></cite><cite> (nella foto) che a Panzano in Chianti ha fatto della sua storica macelleria punto di riferimento e “pulpito” dal quale declamare-in versi o meno- la bontà e le virtù della cosiddetta “</cite><cite><em>ciccia</em></cite><cite>”.<img class="alignright size-full wp-image-1446" title="dario cecchini" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/05/dario-cecchini1.jpg" alt="" width="220" height="148" /></cite></p>
<p><cite>L&#8217;Antica Macelleria Cecchini è infatti il tempio dentro al quale è possibile trovare carne di prima scelta, dal manzo al <a title="maiale" href="/2010/03/01/la-finocchiona-toscana/" target="_self">maiale</a> passando per l&#8217;agnello, ma anche <a title="vino" href="/2009/10/07/vinpepato/" target="_self">vino</a> ed erbe che provengono direttamente dall&#8217; azienda agricola di proprietà di Dario.</cite></p>
<p><cite> Se siete in zona fermatevi anche in uno dei suoi ristoranti (Mc Dario, Solociccia e l&#8217;Officina della Bistecca) dove l&#8217;ospitalità e il concetto di “</cite><cite><em>convivio</em></cite><cite>” &#8211; si mangia tutti allo stesso tavolo!- sono alla base del concetto che mangiare, e bene, è condividere gioia e piacere.</cite></p>
<p><cite>A questo punto buon appetito a tutti e come direbbe Dario “</cite><cite><em>W la Ciccia!</em></cite><cite>”</cite></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/05/17/bistecca-alla-fiorentina-regina-tra-i-secondi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lardo di Colonnata, il piacere dalle Alpi</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/05/03/lardo-di-colonnata-il-piacere-dalle-alpi/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/05/03/lardo-di-colonnata-il-piacere-dalle-alpi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 13:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Carrara]]></category>
		<category><![CDATA[Colonnata]]></category>
		<category><![CDATA[lardo]]></category>
		<category><![CDATA[stagionatura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1438</guid>
		<description><![CDATA[
Il lardo e il marmo hanno una storia comune e non solo dettata dal territorio da cui provengono.
Questi due elementi che caratterizzano la zona di Carrara e dintorni, come ci riportano testi storici,  sono legati da tradizione e cultura. Ma andiamo con ordine: il lardo è una specialità che ha reso celebre in tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="size-full wp-image-1440 alignright" title="lardo_di_colonnata_big" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/05/lardo_di_colonnata_big.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Il <strong>lardo </strong>e il<strong> marmo</strong> hanno una storia comune e non solo dettata dal territorio da cui provengono.</p>
<p>Questi due elementi che caratterizzano la zona di <strong>Carrara</strong> e dintorni, come ci riportano testi storici,  sono legati da tradizione e cultura. Ma andiamo con ordine: il lardo è una specialità che ha reso celebre in tutto il mondo <strong>Colonnata</strong>, un borgo che sorge alle pendici delle <strong>Alpi Apuane </strong>che si trova vicino alla città di Carrara, anch&#8217;essa famosa a livello internazionale per escavazioni di marmo. Vi chiederete come fanno ad avere caratteristiche comuni due prodotti cosi diversi, la risposta sta nelle abitudini che si radicano nella storia e portano avanti il concetto di tradizione.</p>
<p>Il lardo, infatti, nasce come companatico dei cavatori che svolgendo un lavoro duro e faticoso, avevano bisogno di alimenti che supportassero a livello calorico il disagevole compito   dell&#8217;escavazione.</p>
<p>In tempi più recenti, con i moti del 1894 assunse anche il nome di<strong>“cibo  degli anarchici</strong>”, perché i rifugiati in montagna si portarono appresso i maiali che servirono per il loro sostentamento, grazie alle abili tecniche di <a title="stagionatura" href="/2009/11/25/salsiccia-stagionata-sotto-grano/" target="_self">stagionatura</a> dei Colonnatesi.</p>
<p>Questo<a title="salume" href="/2010/03/01/la-finocchiona-toscana/" target="_self"> salume</a>, viene ricavato dallo strato grasso della schiena del maiale, ripulita in una seconda operazione della parte più spugnosa e grassa e riposta in una <strong>conca di marmo</strong> precedentemente cosparsa di aglio e aromi. Il primo strato di lardo viene adagiato su un letto di sale in grani, pepe nero appena macinato, rosmarino e salvia a pezzetti. La conca viene riempita, alternando strati di lardo al sale e  agli aromi e infine coperta da una lastra di marmo per un periodo di stagionatura che va dai sei ai dieci mesi.</p>
<p>L&#8217;elemento che caratterizza questo prodotto è proprio la <strong>stagionatura</strong> che regala un sapore particolare e unico dato anche dall&#8217;aggiunta di cannella, chiodi di garofano, anice stellato e origano.La particolarità di questo eccellente prodotto, è data anche dalla tecnica usata per la stagionatura che è rimasta invariata nei secoli,  anche se la materia prima ha subìto cambiamenti nel corso dei anni.Il miglior modo per assaporare questo salume è gustarlo su una semplice fetta di pane arrostita e a questo punto le vostre papille gustative non potranno altro che ringraziarvi!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/05/03/lardo-di-colonnata-il-piacere-dalle-alpi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ritorno al passato</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/04/27/ritorno-al-passato/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/04/27/ritorno-al-passato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 09:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[il lampredotto]]></category>
		<category><![CDATA[Il pesce azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[le sagre di paese]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti agroalimentari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1436</guid>
		<description><![CDATA[In tempi in cui la cultura fusion fa da padrona, dove tutto ciò che viene da territori stranieri è più apprezzato, dove il sushi, il kebab piuttosto che la cucina messicana e cinese si trovano ormai dappertutto, in concomitanza con questo trend, cresce la cultura del sapore tradizionale e del semplice.
La crisi economica ha portato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="aligncenter size-full wp-image-1437" title="pappapomodoro" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/04/pappapomodoro.jpg" alt="" width="600" height="300" />In tempi in cui la cultura fusion fa da padrona, dove tutto ciò che viene da territori stranieri è più apprezzato, dove il sushi, il kebab piuttosto che la cucina messicana e cinese si trovano ormai dappertutto, in concomitanza con questo trend, cresce la cultura del sapore tradizionale e del semplice.</p>
<p>La crisi economica ha portato a riscoprire piatti  e prodotti genuini, i cosidetti “sapori della nonna” che fanno bene alla salute e anche al portafogli.</p>
<p>Sono tornate in auge le sagre di paese, il cibo da strada e anche gli chef più famosi si sono cimentati ai fornelli con alimenti semplici e genuini.</p>
<p>Cibi come la ribollita, il lampredotto per quanto riguarda la <a title="toscana" href="http://gustorante.it" target="_blank">Toscana </a>che detiene il maggior numero di prodotti agroalimentari, sono ora nei menu&#8217; dei migliori <a title="ristorante" href="http://gustorante.it" target="_blank">ristoranti</a>, dove  anche il turista incuriosito non disdegna la pappa al pomodoro.</p>
<p>Oltre a un fattore economico, la riscoperta di determinati alimenti è dovuta anche al fattore salute; gli ingredienti e i prodotti utilizzati per l&#8217;elaborazione di piatti genuini che seguono la stagionalita&#8217;, assicurano un apporto di vitamine e di proprieta&#8217; organolettiche e antiossidanti, maggiore rispetto al panino preconfezionato che possiamo trovare al fast-food.Il <a title="pesce_azzurro" href="http://www.gustorante.it/2010/06/16/il-pesce-azzurro/" target="_self">pesce azzurro</a>, comunemente detto “pesce povero” è tornato alla ribalta negli ultimi tempi, grazie a dietisti e nutrizionisti, dimostrando che l&#8217;aringa o la sarda, non hanno niente da invidiare a sogliole e dentici.Il ritorno al passato, oltre ad avere una connotazione nostalgica è diventato fonte di dibattito, quando addirittura il sindaco di Lucca ha vietato l&#8217;apertura di locali come fast-food, kebab e simili, all&#8217;interno delle mura delle città.</p>
<p>Il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali ha deciso di tutelare  i prodotti di nicchia e di tradizione, di valorizzare tutto ciò che segue ricette antiche e non alterate nel tempo, di creare una categoria che racchiuda determinati prodotti per essere ancor più riconoscibili dai consumatori, a livello europeo.</p>
<p>Determinate tutele, sono sembrate necessarie dopo il boom del falso e taroccato,  <a title="pomodoro" href="gustorante.it" target="_blank">pomodori</a> San Marzano e altri prodotti tipici,”clonati” direttamente in Cina, ci danno anche l&#8217;idea del valore che in altri paesi viene attribuito al nostro cibo.Non meraviglia quindi, che questa attenzione al cibo e a tutto ciò che ne concerne, abbia in Italia anche un associazione, Slow Food la cui filosofia è proprio quella dell&#8217;educazione al cibo, dell&#8217;alimentazione e alla corretta conoscenza dei prodotti tipici. Nata nel 1986 e conosciuta a livello internazionale, porta avanti proprio i valori per un cibo tradizionale, una responsabilita&#8217; al gusto per una giusta convivialità</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/04/27/ritorno-al-passato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La piadina romagnola</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/03/23/la-piadina-romagnola/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/03/23/la-piadina-romagnola/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 11:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[piadina]]></category>
		<category><![CDATA[piadina romagnola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1434</guid>
		<description><![CDATA[
Tradizione e cultura, simbolo di una regione da sempre. Parliamo della piadina romagnola! Una storia antica per questo prodotto tipico della Romagna, buona per accompagnare contorni e secondi e ottima con ripieno di formaggi o affettati, verdure, funghi e chi più ne ha più ne metta!
Testimonianze scritte le troviamo già dal XIV secolo, ne parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1435" title="Piadina romagnola" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/03/piadinacrudosquarucola.jpg" alt="" width="350" height="232" />Tradizione e cultura, simbolo di una regione da sempre. Parliamo della <a title="piadina" href="/2009/08/07/piadina-al-san-daniele/" target="_self"><em>piadina romagnola</em></a>! Una storia antica per questo prodotto tipico della <strong>Romagna</strong>, buona per accompagnare contorni e secondi e ottima con ripieno di <a title="formaggi" href="/2010/01/22/formaggi-pecorini-del-sud-italia/" target="_self">formaggi </a>o affettati, verdure, funghi e chi più ne ha più ne metta!</p>
<p style="text-align: justify;">Testimonianze scritte le troviamo già dal XIV secolo, ne parla anche <strong>Giovanni Pascoli </strong>in una sua poesia tutta dedicata a questo pane, che viene prodotto con farina di grano solo recentemente. Infatti nei secoli precedenti erano utilizzati ingredienti vari: dalla crusca al mais. Impossibile è comunque trovare una preparazione univoca nel territorio; ci sono diverse varianti da città a città, e anche per chi la produce in casa. Ingrediente fondamentale è pero, oltre alla <em>farina di grano</em>, lo <em>strutto</em> di maiale, che la rende così morbida.</p>
<p style="text-align: justify;">Solitamente viene cotta sul <em>testo</em> velocemente e togliendo le bolle che si formano durante la cottura, schiacciandole. Poi viene farcita, e qui basta avere fantasia e fame! Uno dei ripieni tipici è fatto con lo <strong>squacquerone</strong>, un formaggio morbidissimo, tipo stracchino che si deve sciogliere, e la rucola oppure con un altro prodotto amatissimo in Romagna che è la <strong>porchetta</strong>. Esistono poi tutte le varianti alla ricetta e le innovazioni: come la piadina usata come base per la pizza e farcita con pomodoro e mozzarella, oppure quella sfogliata e quella unta.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre varianti gustosissime sono anche il cosiddetto “<em>rotolo</em>” di piadina, che viene farcito anch&#8217;esso a piacere e poi viene fatto un rotolo simile ai tacos messicani. In Italia questo alimento è assai apprezzato e conosciuto ed è facilmente reperibile nei supermercati, anche se il sapore di una piadina fresca è incomparabile. Ma la piadina è un prodotto esportato anche all&#8217;estero, con un grande successo ed una tutela del prodotto contro alle contraffazioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/03/23/la-piadina-romagnola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Frittelle di ricotta e patate</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/03/12/frittelle-di-ricotta-e-patate/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/03/12/frittelle-di-ricotta-e-patate/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[frittelle di patate]]></category>
		<category><![CDATA[frittelle di patate e ricotta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1432</guid>
		<description><![CDATA[Golosità assolute e filanti di pecorino, buonissime da gustare come aperitivo ed ottime come antipasto.






500 g di patate bianche
4 uova
150 g di pecorino
200 g di ricotta
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 scalogni
50 g di farina
100 g di pangrattato
olio di arachidi per friggere
1 cucchiaio di olio di oliva
sale e pepe










Tempo di preparazione:


30&#8242; + 40&#8242; cottura










Porzioni:


Per 4 persone









Livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Golosità assolute e filanti di pecorino, buonissime da gustare come aperitivo ed ottime come antipasto.</p>
<table border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<th scope="col"><a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/03/polpette-ricotta-e-patate.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1433" title="polpette-ricotta-e-patate" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/03/polpette-ricotta-e-patate-300x277.jpg" alt="" width="300" height="277" /></a></th>
<th scope="col"><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img class="size-full wp-image-1082" title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a></p>
<ul style="text-align: left; font-weight: normal;">
<li>500 g di patate bianche</li>
<li>4 uova</li>
<li>150 g di pecorino</li>
<li>200 g di ricotta</li>
<li>2 cucchiai di prezzemolo tritato</li>
<li>2 scalogni</li>
<li>50 g di farina</li>
<li>100 g di pangrattato</li>
<li>olio di arachidi per friggere</li>
<li>1 cucchiaio di olio di oliva</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1077" title="tempo" src="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png" alt="tempo" width="43" height="44" /></a></strong></th>
<th width="240" scope="col">
<div style="text-align: left;">Tempo di preparazione:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">30&#8242; + 40&#8242; cottura</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="274">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/porzioni1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1080" title="porzioni" src="/wp-content/uploads/2009/08/porzioni1.png" alt="porzioni" width="43" height="44" /></a><br />
</strong></th>
<th width="70" scope="col">
<div style="text-align: left;">Porzioni:</div>
</th>
<th width="200" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">Per 4 persone</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1078" title="livello_ricetta" src="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png" alt="livello_ricetta" width="43" height="44" /></a></strong></th>
<th width="160" scope="col">
<div style="text-align: left;">Livello di difficoltà:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">Basso</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" class="alignleft size-full wp-image-1081" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p>Lavate e pelate le patate e mettetele in una pentola senza sbucciarle, copritele di acqua e cuocete35 minuti, salandole prima della fine della cottura. Scolatele e sbucciatele, poi ancora calde schiacciatele con lo schiacciapatate direttamente in una ciotola. Sbucciate gli scalogni e tritateli con una mezzaluna. Soffriggeteli 2 minuti in padella con l&#8217;olio di oliva. Preparate le frittelle con la ricotta passata al setaccio e mettetela in una ciotola, unite 2 uova sbattute, il <a title="pecorino" href="/2010/01/22/formaggi-pecorini-del-sud-italia/" target="_self">pecorino</a> grattugiato gli scalogni soffritti e le patate. Mescolate il tutto molto bene e aggiungete sale e pepe e il trito di prezzemolo. Poi dividete pangrattato, farina e le 2 uova rimaste in tre ciotoline. Formate delle palline con il composto e schiacciatele leggermente. Passatele nella farina, poi nelle uova e  infine nel pangrattato. Friggetele in abbondante olio di arachidi e servite su un vassoio ancora calde o tiepide.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/03/12/frittelle-di-ricotta-e-patate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bietole a costa in padella</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/03/12/bietole-a-costa-in-padella/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/03/12/bietole-a-costa-in-padella/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[bietole]]></category>
		<category><![CDATA[bietole a costa in padella]]></category>
		<category><![CDATA[bietole in padella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1430</guid>
		<description><![CDATA[Una preparazione facile da utilizzare sia come contorno, sia come condimento per delle gustose bruschette alle verdure.






1 chilo di bietole
1 spicchio d&#8217;aglio
4 acciughe sottolio
40 ml di olio di oliva
3 pomodori maturi
50 g di grana grattugiato
sale










Tempo di preparazione:


30&#8242; + 30&#8242; cottura










Porzioni:


Per 4 persone









Livello di difficoltà:


Basso






Pulite le bietole e pulitele dalle parti sciupate e dalla parte finale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una preparazione facile da utilizzare sia come contorno, sia come condimento per delle gustose bruschette alle verdure.</p>
<table border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<th scope="col"><a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/03/bietejpg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1431" title="bietejpg" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/03/bietejpg-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></th>
<th scope="col"><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img class="size-full wp-image-1082" title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a></p>
<ul style="text-align: left; font-weight: normal;">
<li>1 chilo di bietole</li>
<li>1 spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>4 acciughe sottolio</li>
<li>40 ml di olio di oliva</li>
<li>3 pomodori maturi</li>
<li>50 g di grana grattugiato</li>
<li>sale</li>
</ul>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1077" title="tempo" src="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png" alt="tempo" width="43" height="44" /></a></strong></th>
<th width="240" scope="col">
<div style="text-align: left;">Tempo di preparazione:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">30&#8242; + 30&#8242; cottura</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="274">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/porzioni1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1080" title="porzioni" src="/wp-content/uploads/2009/08/porzioni1.png" alt="porzioni" width="43" height="44" /></a><br />
</strong></th>
<th width="70" scope="col">
<div style="text-align: left;">Porzioni:</div>
</th>
<th width="200" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">Per 4 persone</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1078" title="livello_ricetta" src="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png" alt="livello_ricetta" width="43" height="44" /></a></strong></th>
<th width="160" scope="col">
<div style="text-align: left;">Livello di difficoltà:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">Basso</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" class="alignleft size-full wp-image-1081" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p>Pulite le bietole e pulitele dalle parti sciupate e dalla parte finale del gambo. Poi sciacquatele in acqua fredda varie volte e scolatele bene. Mettetele in una casseruola con l&#8217;acqua d vegetazione, coprite e cuocete per pochi minuti a fiamma alta, poi abbassate un po&#8217; il fuoco e continuate a cuocere altri 10-12 minuti. Scolatele e strizzatele, infine tritatele finemente. Sbucciate l&#8217;aglio e lavate i pomodori. Puliteli dal picciolo e dai semi e togliete l&#8217;acqua di vegetazione, poi spezzateli a strisce. Mettete in una padella olio e aglio e fatelo imbiondire, poi togliete l&#8217;aglio dal fuoco e aggiungete le acciughe, le bietole tritate e salate. Cuocete a fiamma media per qualche minuto e aggiungete i pomodori abbassando la fiamma. Finite la cottura per altri 10 minuti e irrorate con il grana,spegnete il fuoco e coprite per farlo sciogliere. Servite ben caldo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/03/12/bietole-a-costa-in-padella/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Panzerotti ripieni di banane</title>
		<link>http://www.gustorante.it/2010/03/10/panzerotti-ripieni-di-banane/</link>
		<comments>http://www.gustorante.it/2010/03/10/panzerotti-ripieni-di-banane/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustorante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e Dessert]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[panzerotti dolci]]></category>
		<category><![CDATA[panzerotti dolci con banane]]></category>
		<category><![CDATA[pazerotti ripieni con banane e cioccolato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gustorante.it/?p=1426</guid>
		<description><![CDATA[Farete felici i vostri bambini con questi dolcetti buonissimi per una merenda energetica!






600 g di pasta da strudel
3 banane
40 g di mandorle a filetti
150 g di cioccolato al latte
100 ml di panna per dolci
50 g di burro
1 albume d&#8217;uovo
zucchero a velo










Tempo di preparazione:


30&#8242; + 30&#8242; cottura










Porzioni:


Per 4 persone









Livello di difficoltà:


Basso






Stendete su un piano la pasta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Farete felici i vostri bambini con questi dolcetti buonissimi per una merenda energetica!</p>
<table border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<th scope="col"><a href="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/03/panzerotti-.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1427" title="panzerotti-dolci con banane" src="http://www.gustorante.it/wp-content/uploads/2010/03/panzerotti-.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a></th>
<th scope="col"><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/10/Pizza-Tabasco.jpg"><img class="size-full wp-image-1082" title="ingredienti" src="/wp-content/uploads/2009/08/ingredienti.png" alt="ingredienti" width="196" height="39" /></a></p>
<ul style="text-align: left; font-weight: normal;">
<li>600 g di pasta da strudel</li>
<li>3 banane</li>
<li>40 g di mandorle a filetti</li>
<li>150 g di cioccolato al latte</li>
<li>100 ml di panna per dolci</li>
<li>50 g di burro</li>
<li>1 albume d&#8217;uovo</li>
<li>zucchero a velo</li>
</ul>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1077" title="tempo" src="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png" alt="tempo" width="43" height="44" /></a></strong></th>
<th width="240" scope="col">
<div style="text-align: left;">Tempo di preparazione:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">30&#8242; + 30&#8242; cottura</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="274">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/tempo.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/porzioni1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1080" title="porzioni" src="/wp-content/uploads/2009/08/porzioni1.png" alt="porzioni" width="43" height="44" /></a><br />
</strong></th>
<th width="70" scope="col">
<div style="text-align: left;">Porzioni:</div>
</th>
<th width="200" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">Per 4 persone</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="noborder" style="height: 52px;" border="0" cellpadding="0" width="276">
<tbody>
<tr>
<th width="43" scope="col"><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"></a><a href="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1078" title="livello_ricetta" src="/wp-content/uploads/2009/08/livello_ricetta.png" alt="livello_ricetta" width="43" height="44" /></a></strong></th>
<th width="160" scope="col">
<div style="text-align: left;">Livello di difficoltà:</div>
</th>
<th width="100" scope="col">
<div style="text-align: left; font-weight: normal;">Basso</div>
</th>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a id="noborder" href="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png"><img id="noborder" class="alignleft size-full wp-image-1081" title="preparazione" src="/wp-content/uploads/2009/08/preparazione.png" alt="preparazione" width="196" height="39" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p>Stendete su un piano la pasta da strudel e spennellate con del burro fuso rendendola molto fine. Con degli stampi create dei dischi di 15 centimetri di diametro. Fate a pezzetti il cioccolato e mettetelo in un pentolino con la panna. Fatelo sciogliere lentamente mescolando di continuo, poi spegnete il fuoco. Sbucciate le banane e tagliatele a rondelle, intanto preriscaldate il forno a 180°. Sbattete l&#8217;albume dell&#8217;uovo, poi sistemate su ogni disco un pi&#8217; di fettine di banana e mettete sopra un po&#8217; di cioccolato e le mandorle. Piegate a mezzaluna sigillado bene i bordi. Fate così per tutti i dischi. Mettete su una placca da forno e spennellate con del burro. Poi infornate per una ventina di minuti e servite su un piatto da portat spennellando con lo zucchero a velo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gustorante.it/2010/03/10/panzerotti-ripieni-di-banane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
