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Locali

Una Evoteca per gli amanti dell’olio extra vergine

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Non ci si stupisce più di wine bar ed enoteche. Dalle città più mondane ai borghi medioevali non è difficile imbattersi in banconi che profumano di mosto, dove sorseggiare un calice di vino e gustare un tagliere. Poco, invece, si fa per accrescere la conoscenza dell’olio. Una “Evoteca” oppure Oil bar dove degustare olio “EVO” (sigla che sta per extra vergine di oliva) sarebbe qualcosa di originale e di interessante per un pubblico sempre più attento ai sapori sani della dieta mediterranea.

Di questa inedita iniziativa si fa promotore Sergio Scorza, imprenditore olivicolo di Nardò (in provincia di Lecce) che, sulla scia delle ultime novità introdotte dalla Commissione Europea sulla etichettatura delle bottiglie d’olio, punta l’attenzione sulla necessità di far conoscere anche ai meno attenti le qualità dell’oro verde.

“Ben venga tutto ciò che si sta facendo per l’etichettatura dell’olio perché rende i consumatori consapevoli dell’origine di ciò che acquistiamo o utilizziamo – commenta il produttore Scorza – ma quanto si fa davvero per accrescere questa consapevolezza anche fra i meno esperti come i clienti di un qualsiasi ristorante? Ogni carta menu è accompagnata da una carta dei vini, ma quanti ristoranti hanno la carta degli oli? Pochissimi e sono per lo più locali del Nord dove l’olivicoltura non è certo un settore trainante come lo è ad esempio in Puglia con i suoi maestosi ulivi e le diverse tipologie di olive tra cui la “cultivar cellina” prodotta nelle campagne di Nardò”.

Come intorno al vino sono nate enoteche, templi dedicati alla contemplazione dei vini di ogni regione d’Italia e all’assaggio di piatti combinati, Sergio Scorza lancia ad altri imprenditori la sfida di aprire una “Evoteca salentina”.

Per ora è un sogno nel cassetto che nel tempo spera di realizzare partendo proprio dalla “evangelizzazione” della cultivar cellina, l’oliva coltivata sugli alberi dei suoi terreni di Nardò.

I punti di forza di una tale iniziativa sono tanti: promozione del territorio, sviluppo dell’agricoltura e del commercio e, soprattutto, aumento del turismo del gusto con una particolare attenzione a quello “Evo-gastronomico”.

In quanti sarebbero disposti a intraprendere questa avventura commerciale?

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