16 febbraio 2010

Arance rosse di Sicilia

Nel territorio dell’antica Trinacria, la calda e soleggiata Sicilia, troviamo uno dei prodotti più consumati e più esportati del territorio: l‘arancia rossa di Sicilia IGP. Portata sull’isola probabilmente dalla lontana terra della Cina, è un frutto prelibato per il palato, da gustare in purezza, ma oggi molto usato anche nella cucina agrodolce, per molte salse specialmente di accompagnamento alle carni saporite. Le origini e gli usi antichi di questo frutto sono testimoniate anche da molte documentazioni e trattati sul mondo agricolo.

L’arancia rossa ha caratteristiche organolettiche specifiche, che la rendono inconfondibile: la buccia arancio con riflessi rossastri,il colore del frutto, rosso vivo, spesso tendente al bordeaux, ed un sapore dolce e gustoso della polpa. Tutte queste sono le caratteristiche che noi tutti vediamo subito, ma il Consorzio a tutela dell’arancia rossa di Sicilia deve controllare moltissimi altri fattori, che ne rispettino la qualità, in modo da avere il prodotto ad Indicazione geografica protetta che tutti amiamo mangiare. A partire dal diametro, che deve essere di una certa misura, oppure il rapporto di maturazione e la resa in succo. Tutte queste attenzioni e regole sono fondamentali proprio per tutelare il prodotto da eventuali contaminazioni.

Le arance rosse che fanno parte del Consorzio sono coltivate in zone precise limitrofe ai comuni di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna e sono tre: il Moro, il Sanguinello e il Tarocco, con tutte le loro varietà, a seconda del periodo di raccolta e della maturazione raggiunta, e, cosa importante anche per le escursioni termiche tra giorno e notte, che ne determinano la pigmentazione rossa, talvolta con venature sanguigne.

Oltre ad essere inequivocabilmente un prodotto ottimo, l’arancia rossa ha delle grandi qualità da un punto di vista nutritivo e per la salute. La presenza di vitamica C è alta nella polpa, ma anche nelle venature bianche vicino alla buccia e, cosa che forse non tutti sanno, per assumerne la giusta quantità giornaliera, si deve mangiare il frutto fresco. La vitamina C è volatile, questo significa che va consumata subito, mentre la spremuta, che rimane comunque una gustosa bevanda, perde questa qualità.

News