Il Vinpepato, un elisir storico
Un liquore dolce amaro, una nuova trovata che nasce però da una ricetta secolare che mette insieme Toscana e Veneto.
Siamo a Asciano, al centro dello splendido territorio delle Crete Senesi, qui, durante il restauro di un’antica farmacia, sono venuti alla luce degli appunti di un antenato dei proprietari, alchimista e speziere di fine settecento.
Pensate, il palazzo che la ospita ha nel suo interno i resti di una villa Romana del primo secolo dopo Cristo. L’origine del prodotto stesso è quello di una ricetta trovata negli scaffali di questa farmacia, si parla di un infuso fatto con tutte quelle che erano le disponibilità dell’epoca, nelle spezierie e farmacie.
Si parla di chiodi di garofano, cannella. Si parla di quelle spezie, sostanze di origine naturale e vegetale che uno poteva trovare nelle farmacie.
Qui entra in gioco la competenza Veneta, trevigiana per la precisione, per dare un nome ed una forma a questa infusione di spezie, erbe, radici a base di Sangiovese fortificato.
I passaggi importanti sono: l’infusione assoluta delle erbe naturali che vengono ritrovate nel territorio, viene usato dell’alcool di vino, vengono usati degli zuccheri di uva, vengono usati tutti prodotti naturali che possono dare forza ma soprattutto qualità al prodotto in infusione. Il vinpepato in realtà nasce da un prodotto legato al territorio: il panpepato ed entrambi hanno come ingrediente principale il pepe garofanato.
Anche lo chef Pancrazio Caramello dell’Enoteca Italiana (l’unico istituto pubblico che promuove le eccellenze enologiche italiane) nella vicina Siena ha creato un “tortino di ricciarelli con riduzione di vinpepato”.
I prodotti base sono:
· Farina
· Burro
· Cioccolato fondente
· Ricciarelli
Tutto il composto va inserito in degli stampini e messo in forno per nove minuti a 200 gradi. Poi si mette nel piatto con la riduzione di Vinpepato e zucchero.













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